Il fascino di un moscato bevuto nella coppa

Abbinamento ormai inusuale, ma che regala eleganza e sostanza

CESENA. Un moscato di soli cinque gradi di per sé è inusuale. Se poi è servito in coppa è una ulteriore novità. Insomma, un abbinamento insolito. Perché da quasi cinquant’anni gli spumanti si bevono in quei flute che soppiantarono le classiche coppe. Un’evoluzione provocata dalle modalità degustative. Perché il calice di forma conica, slanciato a coppa profonda, dal gambo lungo e dove le bollicine possono  risalire verso l’alto fanno apprezzare la grana e la finezza del perlage. 

Ma anche il famoso flute comincia a perdere colpi ed è gradualmente soppiantato dai calici da vino. Precursore del cambiamento è stato il produttore di bicchieri Georg Riedel, che, riferendosi ai flute,  ha detto: “Sono troppo stretti, non consentono all’aroma e alla ricchezza dello Champagne di risplendere non consentendo al vino di respirare e di sprigionare il proprio potenziale aromatico” . Una superficie più ampia, invece, conferisce ai vini maggiore aroma, complessità e tessitura cremosa.

Poi c’è la coppa, quelle che ancora non si è capito se sono state modellate sui seni di Maria Antonietta o madame de Pompadour, la favorita di Luigi X. Anche se sono un po’ démodé non sono assolutamente da pensionare. Anzi.  E non solo perché mantengono un grande fascino. Soprattutto perché sono adatte per spumanti dolci e aromatici. Come il moscato, vino sostenibile e non impegnativo che può essere servito in abbinamento non solo con i dolci, ma anche in un pomeriggio con amici magari con una croccante pesca a polpa bianca. Ma regala sensazioni stupende anche dopo un buon gelato alla fragola.

Ma vera novità è la coppa che regala eleganza, nel senso che racchiude un insieme di qualità che richiamano grazia, semplicità e buon gusto. Sono le sensazioni che provato alla Tenutina di Lorenzo Tersi quando, in un afoso sabato pomeriggio di agosto, abbiamo combattuto la canicola grazie ad un gradevole venticello che regalava le stesse sensazioni del ponentino e, soprattutto, sorseggiando un gradevolissimo moscato nelle affascinanti coppe acquistate in un mercatino.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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