Ecco perché il centrosinistra è peggio di Tafazzi

Lo spiegano le rilevazioni di Swg e Alessandra Ghisleri

CESENA. Che il centrodestra vinca le prossime elezioni politiche pare essere una certezza. Anzi, si può togliere “pare”. Resta da capire con che margine e, soprattutto, se otterrà o meno i due terzi dei parlamentari. Se così fosse potrebbe fare tutte le riforme costituzionali senza passare da un referendum. 

Secondo l’istituto Cattaneo Meloni/Salvini/Berlusconi non ce la faranno ad ottenere il 75 per cento dei parlamentari nonostante il centrosinistra stia facendo di tutto per favorire gli avversari. Non è un caso che dall’ultima rilevazione di Swg emerga che il centrodestra si faccia preferire in tutte le voci sulle quali è stato costruito il sondaggio, ad eccezione di quella relativa alla competenza dove i due schieramenti sono alla pari. Stando così le cose Letta e soci devono porsi delle domande (e darsi delle risposte) sia per la gestione delle alleanze, che per la comunicazione. Ad esempio, è un problema vedere che c’è una forbice notevole (32 a 21) alla voce “È capace di interpretare i problemi della gente”.

Un’attenta valutazione andrebbe fatta in fretta perché c’è ancora una grossa fetta di indecisi. Secondo Alessandra  Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, sono oltre il 40 per cento. Però, in questo momento, oscillano fra Meloni, Calenda e Renzi. “Passano da uno all’altro come se quei leader fossero compagni di stanza. E invece, se prendiamo Meloni e Calenda, è evidente che hanno programmi lontanissimi. Eppure…” ha detto a La Stampa la nota sondaggista.

Ma perché una quota così alta di indecisi? Secondo Alessandra Ghisleri, nel rapporto tra le persone e la politica stiamo vivendo un momento “scompigliato” perché i leader e le principali personalità dei partiti stanno costruendo i loro percorsi dentro il meccanismo elettorale ma tutta questa fase di posizionamento preliminare risulta confusa, interessa assai poco all’opinione pubblica..

Secondo la sondaggista sono due i temi di cui i leader dovrebbero tenere conto. Il primo riguarda i giovani: “tutti si riempiono la bocca, ma non c’è dialogo e alle nostre domande, rispondono dicendo di non sentirsi coinvolti dalla politica”. Il secondo i vaccini: “ora non ne parla nessuno, ma da una nostra ricerca ci risulta una quantità superiore alle aspettative di contrari alla quarta dose fatta in queste settimane”.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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