Giuste le sfide all’Ok Corral?

Ammettere l'errore non è debolezza

CESENA. E’ preferibile una filosofia pokerista o una riflessiva? La domanda è sempre legittima, ma è diventata di stretta attualità dopo la crisi di governo. E’ fuori di dubbio che si siano scontrati due caratteri forti o determinate (Conte e Renzi) e che, col passare del tempo, le strategie abbiano lasciato il posto al braccio di ferro. Era possibile fare altrimenti? Sicuramente sì, nella vita ci sono sempre delle alternative, ma bisogna avere la forza e la voglia di cercarle, cosa che, nel caso specifico, non sembra sia stato fatto.

Ma l’analisi dei motivi che hanno portato alla crisi di governo non è l’obiettivo di questo articolo. Il tema è quale possa essere la filosofia di vita migliore. Premettendo, naturalmente, che è sbagliato avere posizioni assolute. Va altresì aggiunto che l’approccio è dovuto al carattere. Gli atteggiamenti possono essere smussati, ma non stravolti. 

Ma l’errore principale non è quello dei protagonisti, bensì di chi li giudica. Soprattutto è sbagliato giudicare debole chi ha un approccio più riflessivo e cerca la mediazione. Certo, alzare i decibel della voce cattura l’interesse generale. Ma quel comportamento può anche essere sintomo di debolezza. Per come la vedo io è più forte la persona che cerca di ottenere un risultato attraverso la riflessione, il ragionamento. Quindi portando avanti le proprie idee. E, soprattutto, avendo l’onestà intellettuale di mettersi continuamente in discussione. Avendo anche la capacità e il coraggio di riconoscere gli errori. “Ho sbagliato” è una delle frasi più belle che possano essere pronunciate.

Ammettere l’errore non è una debolezza. Come non è controproducente riconoscere che il tuo avversario ha fatto un buon lavoro. Anche questa è onestà intellettuale, virtù che ormai sembra essere difesa da Wwf. In particolare quando si ha a che fare con i politici. Per loro le scelte fatte dallo schieramento opposto sono sempre e comunque sbagliate, come se si rischiasse di perdere dei voti riconoscendo pubblicamente che va bene un provvedimento fatto dall’altra parte. E’ chiaro, tutto fa parte di una strategia comunicativa che però, a lungo andare, è un’arma a doppio taglio. Alzare continuamente l’asticella della critica e fare promesse difficili da mantenere rischia di ripercuotersi contro se stessi in caso di cambio di governo. Non sarebbe niente se il rischio non fosse la paralisi di un paese.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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