Le idee che cambiano il mondo: il caso Whatsapp

La storia dimostra come spesso anche le idee più semplici possano cambiare il mondo.

“Come va?”.

Da questa banale domanda nasce una delle storie di successo imprenditoriale più famose di cui si abbia memoria. È in un lontano giorno del 2008 che a Jan Koum e Brian Acton viene l’idea; un’idea che avrebbe rivoluzionato completamente il mondo della telefonia, ma anche i rapporti sociali in generale. Tutto inizia nella lontana Ucraina. Koum nasce nel 1976 e cresce in una casa senza bagno ed acqua corrente. A 16 anni scappa in America con la madre alla ricerca di un futuro migliore. A 21 anni, comincia a lavorare part-time per Yahoo!. Brian Acton, con una carriera avviata nella multinazionale, nota subito grandi potenzialità nel giovane: fra i due inizia il sodalizio che farà la loro fortuna. Dopo 9 anni la prima svolta: i due decidono di mollare Yahoo! e di mettersi in proprio. Jan ha avuto un’idea: ha da poco comprato un IPhone e proprio qualche mese prima è stato lanciato l’app store: capisce, quindi, che il mercato delle applicazioni sarà il futuro. L’idea giusta al momento giusto: Jan crea un’applicazione, denominata Whatsapp, che permette agli utenti di utilizzare la rubrica del telefono per scrivere, appunto, “come va?”: esprimere il luogo in cui ci si trova e che cosa si sta facendo in quel momento, così che tutti lo possano sapere. Gli utenti sono immediatamente attratti dall’idea e iniziano ad usare l’app per scambiarsi messaggi: Jan si accorge di avere creato una vera e propria piattaforma di instant messaging. Brian ne è entusiasta e sfrutta la sua rete per reperire i fondi necessari. Nel 2014, dopo una crescita vertiginosa degli utenti, Mark Zukerberg, fondatore e presidente di Facebook, si convince a mettere sul tavolo una cifra clamorosa per rilevare Whatsapp: 19 miliardi.

La morale di questa storia è presto detta: una semplice idea, portata avanti con passione e credendoci fino in fondo, può cambiare il mondo.

E allora, perché non provarci? Loro hanno cambiato il mondo: con il Progetto Coopstartup Romagna potresti farlo anche tu.

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Eureka

Eureka

Massimo Romano, Angelo D’Angelo, Andrea Casalis, Luca Corraini e Giulia Monaco vengono rispettivamente da Palermo, Vasto (CH), Padova, Bologna e Eboli (SA). Sono cinque studenti iscritti al corso di laurea magistrale in Mass Media e Politica dell’Alma Mater, Università di Bologna, Campus di Forlì. Tutti e cinque appassionati di cinema, fotografia e serie televisive, nel 2015 si trasferiscono a Forlì per approfondire gli interessanti mondi della comunicazione politica, del marketing elettorale e del social media management. Questo il motivo per cui, nel 2017, colgono immediatamente l’opportunità di mettersi in gioco per realizzare una startup dentro al progetto Coopstartup Romagna e raccontare il mondo cooperativo. 

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