Sementiero: dopo la pioggia c’è un raggio di sole

Grazie all’impegno di soci e tecnici della Cooperativa Agricola Cesenate ridotti i disastri provocati dalle precipitazioni

La primavera piovosa fino all’inverosimile aveva fatto temere il peggio per l’annata sementiera. Abbiamo chiesto al presidente di Cooperativa Agricola Cesenate, Giovanni Piersanti, di fare il punto sulla situazione.

Il presidente di C.A.C. Giovanni Piersanti

Il presidente di C.A.C. Giovanni Piersanti

Come sarà l’annata 2013?
Sappiamo che avremo meno produzione e sarà un’annata sotto alla media, però eravamo partiti da presupposti disastrosi, mentre ora abbiamo qualche motivo di ottimismo in più, grazie soprattutto alla professionalità degli agricoltori nostri soci e dei tecnici che li supportano.
Sommando gli sforzi di tutti forse sarà possibile riportare sui binari almeno parzialmente un’annata che purtroppo sembrava nata sotto i peggiori auspici. Rimane l’incognita della qualità per il 2013, ma intanto i soci hanno iniziato i trapianti per il 2014.
Cosa è successo?
In breve: ha piovuto davvero troppo, specialmente a marzo e ad aprile. I terreni sono stati per molto tempo impraticabili in un periodo cruciale e questo ha causato ritardi notevoli e spesso irrimediabili e nelle semine e nei trapianti. Molti dei campi messi a dimora hanno comunque trovato condizioni critiche e quindi si produrrà meno.
Quali sono stati i danni immediati?
In accordo con i clienti abbiamo dovuto distruggere svariate decine di ettari di ravanelli, mentre per altre colture si è deciso di non trapiantarle (come bietole, spinaci e coriandolo) perché si era ormai troppo avanti con i tempi per la montata.
A un certo punto pensavamo di perdere anche le colture biennali, come la cipolla, perché c’era difficoltà a seminare i vivai per il raccolto 2014, ma per fortuna siamo riusciti a limitare i danni. I cavoli e le brassicacee purtroppo sono molto al di sotto delle rese medie, così come ravanello e pisello, per cui da queste colture non ci aspettiamo grandi risultati economici.
Quali colture hanno resistito meglio?
La perizia e la lunga esperienza degli agricoltori interessati hanno permesso di recuperare la situazione ormai critica delle carote a trapianto, messe a dimora mai così tardi ed in condizioni quasi sempre proibitive. Grazie anche al successivo clima favorevole, quasi tutte le carote, sia a semina che a trapianto, si presentano ora in condizioni buone.
La situazione appare positiva per i cetrioli e le cucurbitacee in genere, per le rucole così come per l’importante coltura delle cicorie.
Parliamo della prossima annata. Dal punto di vista commerciale come sta andando?
Avremo probabilmente una lieve riduzione delle superfici dedicate ai cavoli ibridi, che però avevano raggiunto livelli molto alti negli anni precedenti. La negoziazione è stata più complessa e ha dovuto fronteggiare una situazione di mercato molto più stagnante, dove quasi tutti i clienti hanno lamentato un rallentamento delle vendite e magazzini pieni a seguito dell’abbondante raccolto 2012.
Per le cipolle si prospetta una riduzione dal 20 al 30 per cento delle superfici, da attribuire in gran parte alle varietà standard.
Anche in questo caso, la principale causa va attribuita al buon magazzino accumulato dai clienti dopo il positivo raccolto del 2012 e del non disprezzabile 2011.
La bunching onion si conferma agli elevati livelli del 2013. Per le brassiche è ancora troppo presto per presentare dati attendibili ma l’orientamento per l’ibrida in pieno campo non è molto favorevole.
Il mercato della carota si presenta invece sostenuto, con una netta crescita nella richiesta di ibridi , quasi per intero da clientela asiatica.
Pur non avendo ancora del tutto concluso la negoziazione, si segnala una certa stabilità delle superfici delle serre (principalmente cavoli e brassica).

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