Di Maio: l’Ausl unica romagnola non è in discussione, ma costruiamola su fondamenta solide

L’idea di realizzare un’unica azienda sanitaria romagnola non è in discussione. Ciò che invece deve essere approfondito e discusso, prima che venga costruito il tetto, sono le fondamenta di questa nuova costruzione che per reggersi ha bisogno di basi non solide, solidissime. Quando si avvia una nuova iniziativa imprenditoriale, la prima cosa che si fa dopo aver definito l’idea, è quella di analizzare la sostenibilità economica dell’operazione e costruire su di essa un piano industriale, basato su obiettivi medio, breve e lungo periodo. Una bussola da seguire per non perdere la rotta, per non portare i conti fuori controllo, spendere più di quello che ci si può permettere (come è già successo) e poi trovarsi frettolosamente a dover decidere azioni drastiche di ridimensionamento, con impatti devastanti sulle comunità locali.

Ciò è tanto più vero se questa azienda è una azienda pubblica che deve gestire servizi sanitari, promuovere e garantire la salute e la cura delle persone, maneggiare soldi pubblici che devono essere spesi con la maggior oculatezza ed efficienza possibili. L’Ausl unica di Romagna era e rimane un obiettivo da perseguire con tutta la determinazione necessaria; occorre farlo, però, con la necessaria condivisione che le comunità locali devono avere. I fatti hanno dimostrato (da sempre) che là dove non si è agito in questi termini, i risultati sono stati negativi.

La Regione fa bene, avendone peraltro la competenza diretta, a porsi come coadiuvante e regista dell’operazione, peraltro voluta dai territori romagnoli e da Forlì in particolare; il territorio forlivese, con le sue professionalità qualificate, con i suoi operatori, con la totalità dei sindaci (senza distinzione di colore politico) schierati, con il sostegno delle forze sociali ed economiche, deve pretendere garanzie e assicurazioni circa il percorso che farà nascere questa azienda. Rispettando il percorso stabilito fin qui assieme alla Regione, e cioè che la nuova legge nasceva sulla base di un confronto e di uno studio fatto assieme alle comunità locali e non solo a Bologna. Insomma un confronto non sui dettagli, ma sulla sostanza del progetto di Azienda sanitaria unica romagnola (che, giova ripeterlo, non è in discussione come obiettivo). Che non può essere deciso da un maxi-direttore generale: quello viene dopo la fissazione delle obiettivi e delle modalità di decisione e di governo della futura azienda sanitaria romagnola.

Non si chiede una retromarcia sul tema dell’azienda unica sanitaria, ma un’analisi approfondita sui numeri, gli effetti che l’accorpamento avrà sui servizi, su come si riescono ad assicurare i necessari presidi sanitari nei territori della collina e della montagna forlivese. E sulla base di questo procedere. E poi, pensando al territorio forlivese, ci sta a cuore capire come si valorizzano le eccellenze della sanità locale dentro questo contesto, l’ospedale “Morgagni-Pierantoni” e l’Irst-Ircss di Meldola; come si evitano doppioni di prestazioni che altro non fanno che appesantire i costi. Come si assicurano i posti di lavoro e la stabilizzazione dei precari, sia quelli diretti che quelli che ruotano attorno al comparto sanitario perché impiegate nelle aziende fornitrici. Come si mantengono i presidi sanitari dei nostri comuni collinari-montani, che hanno estremo bisogno di servizi per frenare lo spopolamento e mantenere l’alta qualità della vita di quelle comunità.

Chiedere tutto questo non è lesa maestà nè voler mettere il bastone tra le ruote: si tratta di voler ragionare su ciò che dovrà essere questa Ausl unica. Del resto stiamo parlando di un soggetto che avrà un ‘giro’ economico che si aggirerà attorno ai 2 miliardi di euro, dovrà gestire oltre 30 ospedali tra pubblici e privati (di cui 15 pubblici) e, soprattutto, occuparsi della salute dei cittadini. Insomma, vale la pena approfondire bene per far sì che l’Ausl unica operi con la massima efficienza possibile e migliorando la qualità del nostro sistema sanitario.

Marco Di Maio
Deputato

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