Per il Pd è l’ultima chiamata

Sbagliando questa volta rischierebbe moltissimo

CESENA. Il Pd sta scherzando col fuoco. Questa volta rischia veramente perché ha un concorrente pericoloso: Il Movimento ha fatto una scelta di campo: è diventato un partito progressista e punta a conquistare gli elettori del Pd. E a dargli forza potrebbero essere gli ultimi sondaggi. Secondo Alessandra Ghisleri, una che di solito ci prende, uno su tre ha votato Pd turandosi il naso. Quindi si tratta di una sorta di fiducia a tempo.

Per riconquistarla però il Pd non ha imboccato la strada giusta. Il balletto sui nomi è diventato surreale. In questa fase invece serve chiarezza su quello che dovrà essere e in che direzione deve muoversi. Perciò il primo problema è l’identità, quella che con il passare del tempo si è sempre più afflosciata. Del resto è chiaro che il Pd ha perso perché ha anteposto il tatticismo all’ascolto.

Quindi prima di parlare di alleanze è necessario fare chiarezza al proprio interno. E’ inutile, ad esempio, aprire un confronto con i 5Stelle senza avere una linea precisa su reddito di cittadinanza e rigassificatori. Il Pd, insomma, deve imporre una propria agenda e non avere paura di fare chiarezza. L’equilibrismo non paga. Nel breve può dare qualche beneficio, ma nel medio lungo termine è nocivo. Quindi serve essere estremamente chiari pur sapendo che non si può piacere a tutti. Solo così si potrà avere quell’identità necessaria sia per dare certezze a chi si è turato il naso, ma anche per riconquistare chi si è allontanato. Perché, come dice Occhetto: perdere con le proprie idee è meglio che governare con quelle degli altri.

Nucleare, lavoro, rigassificatori, diritti civili e salute, giovani e lavoro, lotta alla povertà, rapporti con l’Europa, efficientamento energetico, immigrazione e blocchi navali: sono alcuni  temi sui quali si deve sui quali il “nuovo” Pd deve prendere una posizione chiara e netta. Non  farlo significherebbe continuare ad alimentare le correnti contrarie. Le scelte poi dovranno essere spiegate alla gente. Perché il partito deve tornare a confrontarsi con le persone, guardandole negli occhi e parlando di temi e non di nomi e alleanze.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli.