L’Italia è a un bivio, ma i politici paiono non saperlo

Nessuno, ad esempio, ha capito come sarà affrontata la tempesta in arrivo

CESENA. Finalmente domenica si vota. Iniziare un articolo con un avverbio non è il massimo, ma questa volta ci sta. Perché di questa campagna elettorale non se ne può più. Non pare essere della stessa idea Marina Rizzini (Il Foglio) che ritiene che non sia stata una campagna elettorale bruttissima. Una convinzione dettata dal fatto che gli avversari  dialogano e ci sono state poche demonizzazioni. L’educazione è importante e non dovrebbe mai mancare, ma da sola non è sufficiente a chiarire quali sono le idee dei partiti. E questo dovrebbe essere l’elemento più importante. Invece si è capito poco o niente.

Ad esempio, qualcuno ha capito cosa farà, chi vincerà le elezioni, per combattere il carovita e l’aumento delle bollette? Dal centrodestra, candidato a vincere questa tornata elettorale, sono arrivate proposte confuse. Si va dal “servono trenta miliardi subito” di Matteo Salvini ai dubbi di Giorgia Meloni sullo sforamento di bilancio, al: dobbiamo trovare i soldi per tutti, ma preoccupandoci del bilancio di Forza Italia. E stiamo parlando di quello che dovrebbe essere il tema più importante di questa campagna elettorale anche perché aumentano le possibilità che arrivi una crisi che investirà il nostro reddito.

Ma la domanda delle cento pistole è un’altra: il nuovo governo riuscirà a tenere la barra dritta nella burrasca che tutti prevedono sia in arrivo? Certezze non ce ne possono essere, ma non sono molte le ragioni per essere ottimisti. E se non ci fosse questa capacità potrebbe essere un problema sia per l’immediato che per il futuro. La situazione adesso è diversa rispetto a quella caratterizzata dal Covid. Con la pandemia si bloccò tutto, ma si sapeva che c’era luce in fondo al tunnel. Adesso tutti o quasi sono concordi nel dire che dopo l’emergenza nulla sarà più come prima. Quindi chi ci governerà oltre ad avere la capacità di gestire l’emergenza dovrà, allo stesso tempo, programmare l’Italia prossima futura. Due obiettivi che se non saranno centrati provocheranno lacerazioni che per guarirle potrebbero servire moltissimo tempo. C’è di che preoccuparsi.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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