L’indipendenza mentale e il piacere della solitudine

Col passare degli anni cambiano le priorità

CESENA. Quando ci si trova a fare un bilancio di quella che è stata la propria vita e di quello che dovrà essere (o dovrebbe) ci si pone delle priorità. Come è naturale, ognuno ha le proprie. Per quanto mi riguarda ai primi due posti ci sono l’indipendenza mentale (o emotiva) e il piacere della solitudine. Sono due aspetti direttamente collegati tra loro perché sono elementi fondamentali per cercare di vivere bene.

L’indipendenza emotiva è la capacità di non dipendere dagli altri emotivamente, oppure dalle situazioni, e in generale dall’esterno. Si tratta di costruirsi le proprie abitudini e di sceglierle, quindi di potersi correggere da abitudini non più utili, e anche di “sgarrare” consapevolmente. In parole povere fare quello che ti piace senza pensare a quale potrebbe  essere il ritorno. Sia economico che di gradimento. Inoltre è fondamentale rinunciare a buona parte del proprio ego che spesso ti porta a mettere al primo posto la voglia di prevalere o, comunque, di apparire.

Per certi versi può essere considerata una filosofia zen, di sicuro sapersi accontentare, quindi non avere la necessità di alzare sempre l’asticella, è il modo migliore per star bene con se stessi e, a quel punto, scatta il piacere della solitudine. Che non significa assolutamente fare una vita da eremita, ma, durante la giornata, ricavarsi degli spazi dove fare le cose che ti piacciono restando solo. Ma spesso a questo aspetto si dà un’accezione negativa. Ma non è così.

Apprezzare la solitudine non significa isolamento e perdita di contatto con la realtà che ci circonda, al contrario saper entrare in comunione con la parte più profonda di noi stessi, comportamento che poi può aiutarci a  relazionarci in modo più sano con gli altri. 

Per riuscirci però sono fondamentali alcuni passaggi. Innanzitutto staccare la spina per un po’, accantonando l’ansia di “perdersi gli ultimi aggiornamenti”, cosa non facile nell’epoca dei social in cui in tempo reale siamo informati di tutto e tutti. Ma non si tratta neppure di rinunciare alla tecnologia, ma di non esserne schiavi e utilizzarla come qualsiasi altro elettrodomestico. 

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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