Il volontariato nel dna

L'impegno per gli altri di Carmelinda Lombardi

CESENA. Nella vita fa la farmacista, gestisce una sua impresa a Canosa di Puglia e nel tempo libero si occupa di volontariato. Ma in realtà si potrebbe dire che è una volontaria che nel tempo libero gestisce una farmacia. Proprio per la sua attività volontaristica nella recente finale di Miss Mamma tenutasi a Bellaria, Carmelinda Lombardi, moglie e mamma di tre figli, è stata premiata dall’organizzazione.

Come è iniziato il rapporto con Miss Mamma?

“Quasi per caso. La referente pugliese mi invitò a far parte della giuria. Poi siamo sempre stati in contatto”.

Quando è iniziato il suo percorso nel mondo del volontariato?

“Nel 2005 entrando a far parte di Legambiente della quale poi ho aperto una sezione nella mia città”.

I temi ambientalisti adesso sono gettonati. Era così anche allora?

“Assolutamente no. Ricordo che ci occupavamo dell’Ilva di Taranto, ora tristemente famosa, e venivamo presi a male parole anche dagli operai e dalle loro famiglie. Poi la sensibilità è cresciuta”.

Adesso siamo tutti ambientalisti.

“Si, però a volte mi indigno”.

In che senso?

“Quando l’ambientalismo viene strumentalizzato”.

Accusa pesante.

“Senta, un tempo ci irridevano quando con i miei figli andavamo a pulire le spiagge. Adesso vedo che ci persone che partecipano alle iniziative e si fanno i selfie”.

Legambiente però è solo uno degli ambiti nei quali si è impegnata.

“Sì, ho fatto anche altre cose. Quando vedo che posso essere utile mi muovo. Come, ad esempio, nel 2010”.

Cosa successe?

“A mio padre venne diagnosticato un tumore, ma non voleva andare in ospedale. Allora toccai con mano le deficienze delle cure a domicilio. Quindi mi sono mossa per creare l’Ant e oggi assistiamo le persone fino al loro ultimo giorno”.

Non ha mai momento di scollamento?

“Sì, soprattutto quando vedi che ci sono persone che ti usano o, addirittura, ti trattano male, Poi però si reagisce e si va avanti”.

Ha fatto altro?

“Sono stata assessore provinciale alle Politiche sociali”.

Ora gli assessoiri provinciali lavorano gratis.

“Mio marito dice che sono un po’ foille. Però sono fatta così”.

Qual è il vero volontariato?

“Quello fatto col proprio tempo e le proprie idee”.

Lei ha una famiglia e un’attività da mandare avanti, come si ricava il tempo?

“Organizzo il mio lavoro la sera, dopo le 22,30 quando ho finito il resto”.

Quindi non sta mai ferma.

“Non ci riesco. E’ più forte di me”.

Come è il lavoro di farmacista?

“Bellissimo stare al banco, meno curare la parte amministrativa”.

Quanto è importante il volontariato?

“Tantissimo, soprattutto se si vuole fare la differenza. Se ognuno di noi facesse un’azione positiva al giorno si potrebbe cambiare qualcosa”.

Il volontariato ti fa sentire in pace con te stesso?

“Assolutamente sì, al punto che sei utile non solo agli altri, ma anche a te stesso”.

Cioè?

“Aiutare gli altri ti fa star bene, dai energia e ne ricevi tanta. Diventi forte e sicura. Spero di avere la forza fisica per continuare a farlo”.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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