Per Berlusconi richiesta esagerata

Nella interminabile battaglia giudiziaria

CESENA. Non sono berlusconiano, non lo sono mai stato e non lo sarò mai. Fra di noi c’è troppa differenza su tutto: idee politiche, valori e modo interpretare la vita. Per me il fine non giustifica i mezzi, mentre lui ha sempre dimostrato il contrario e senza nemmeno farsi troppi scrupoli. Però non condivido in nessun modo la richiesta fatta dai giudici di sottoporlo a perizia psichiatrica. Il problema nasce dai continui ricoveri ai quali il cavaliere si sottopone. Secondo i giudici sono un espediente per rinviare la il processo Ruby Ter che vede Berlusconi imputato.

Silvio Berlusconi

E’ probabile che i giudici abbiano ragione. Quello di usare mezzi e mezzucci per dilatare i tempi dei processi è sempre stata una tecnica usata dai legali del Cavaliere. In passato per arrivare alla prescrizione, in questo caso per scavallare l’elezione del presidente della Repubblica. Non è un segreto che l’uomo di Arcore continui a sperare di poter essere il successore di Mattarella. Quindi i giudici hanno deciso di sottoporlo a perizia medico-legale e cardiologica, ma anche psichiatrica.

Se le prime due sono giuste, la terza proprio no. Di Berlusconi si può dire tutto e il contrario di tutto e di ragioni ce ne sono a bizzeffe, ma non che è instabile di mente. E’ una decisione che appare al di fuori di ogni logica e del tutto incongrua rispetto non solo alla sua storia, ma anche al suo presente. Bene o male è ancora il leader di un partito che i sondaggi stimano attorno al sette per cento e continua a dare contributi nelle valutazioni della politica italiana. Il fatto stesso che si stia giocando le sue carte per cercare di diventare presidente della Repubblica significa che è nel pieno delle sue capacità mentali. Ci si può augurare che non le diventi, ma quella è tutta un’altra cosa. 

Silvio Berlusconi

Chiedendo la perizia psichiatrica invece si corre il rischio di farlo diventare una vittima, ruolo che ha sempre saputo ricoprire piuttosto bene. Poco importa se quella dei giudici voleva essere una sorta di provocazione per rispondere ai continui tentativi di allungare il processo. Adesso la perizia non si farà perché Berlusconi, che non poteva accettare la perizia psichiatrica, ha detto: andate avanti senza di me. I giudici quindi hanno ottenuto quello che volevano. Però ragionando come il Cavaliere: il fine giustifica i mezzi. 

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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