Città Romagna, un’altra frenata

Anche Marcello Borghetti (Uil) ha forti dubbi

CESENA. Anche Marcello Borghetti esprime dei dubbi sulla Tav romagnola, progetto presentato da Confindustria. Il timoniere della Uil di Cesena non cassa l’idea, ma spinge con decisione sul pedale del freno. In sostanza ritiene che le priorità siano altre. Questo il post caricato su Facebook.

Formulare una proposta di visione del territorio romagnolo è uno sforzo sempre da apprezzare. A mio giudizio servirebbe una cabina di regia politica, su idee da stimolare, per cogliere le opportunità di questa storica fase di risorse pubbliche “movimentate su più fronti” che poi stimoleranno ingenti investimenti privati. Il massimo di risultato, lo otterranno quei territori più “svegli e più svelti” nell’elaborare proposte, superando la mentalità progettuale limitata ad una visione tecnocrate e minimalista da “patto di stabilità”. La proposta di Confindustria Romagna è quindi positiva nel metodo, perché prova a lanciare un sasso nello stagno romagnolo. Tuttavia, una nuova linea AV tra Rimini e Bologna, con la costruzione di una nuova stazione ‘Città Romagna’ localizzata in posizione baricentrica rispetto alle città principali” appare, per quanto suggestiva, una risposta di ottica campanilistica. Grande rispetto per  l’impegno intellettuale e di proposta, merce rara, frutto anche di uno specifico studio ma, in attesa di potere avere a disposizione lo studio, nel merito la proposta non mi convince affatto. 

Marcello Borghetti

Non partiamo da zero, abbiamo già una linea ferroviaria di tutto rispetto, che con questo nuovo progetto di fatto vedrebbe scavalcare Forlì e Cesena, mettendo in discussione l’attuale sistema di collegamenti, che interseca linea ferroviaria, A 14, ed E45, già in una posizione ottimale per tutta la Romagna e che  avrebbe semplicemente la necessità di un completamento delle sinergie, attraverso un forte ammodernamento dell’esistente e nuovi collegamenti anche stradali, ma ipotizzati sulla rete esistente e quindi meno impattanti. A mio modo di vedere bisognerebbe realizzare uno studio sulla fattibilità di un potenziamento  dell’alta velocità sulle attuali linee ferroviarie, anche attraverso lo snodo di Faenza verso Ravenna. Infine come UIL Cesena stiamo insistendo in questo periodo sul fatto che questo è un momento storico per disegnare una visione infrastrutturale materiale e immateriale a 360°,  di diverse infrastrutture, quantomeno per far vedere che questo territorio è capace di avere idee condivise, e senza la pretesa che tutto si possa realizzare, sarebbe comunque un segnale importante. Perdere quest’occasione significa avere una imperdonabile miopia, che danneggerà il futuro di tutti noi e in particolare dei giovani.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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