Il costo della burocrazia

Ci sono dati chiari e inconfutabili, ma restano lettera morta

CESENA. Nei giorni scorsi Renato Lelli, importante esponente repubblicano ha postato un interessante intervento nella sua pagina Facebook.

Renato Lelli

Secondo l’ufficio studi della CGIA di Mestre nel 2019 le spese dei Comuni impiegate per i servizi generali, amministrazione e gestione hanno toccato i 15,9 miliardi di euro. In buona sostanza queste uscite stimano le risorse impiegate dalle Amministrazioni comunali per ottemperare gli adempimenti burocratici che quotidianamente sono chiamate ad affrontare. Sul totale della spesa corrente in capo ai Comuni, essa ammonta mediamente al 35,3%, sale al 40,5%per i Comuni tra i 5 e i 10 mila abitanti per arrivare al 45,7% per i comuni più piccoli, sotto i 5.000 abitanti. Crescendo di dimensione l’incidenza scende. Tra i 10 e i 20 mila abitanti si raggiunge il 37,6 per cento, diminuisce per quelle da 20 a 60 mila al 36,2 per cento per fermarsi al 28,6 per cento per le realtà amministrative comunali con più di 60 mila abitanti. Procedure ed adempimenti spesso inutili e controproducenti, in altre parole BUROCRAZIA, che grava maggiormente sugli enti più piccoli. Occorre semplificare ed accorpare i Comuni. Due proposte chiare, necessarie ed urgenti per far ripartire il Paese.

Lelli ha ragione. Ce l’ha perché parte dalla forza dei numeri. E quelli non mentono mai. Non sono come i sondaggi. A volte poi c’è chi cerca di interpretare i numeri pro domo sua, ma diventa un puro esercizio dialettico. Nel caso specifico ci sarebbe poco da aggiungere, ma è anche chiaro che succederà poco o niente. Ci sono troppe spinte contrarie. E’ sufficiente vedere quello che è successo quando ci sono stati tentativi di accorpamento. Il caso più emblematico forse è quello di Savignano e San Mauro. Stando così le cose la strada da percorrere è solo una: decentrare i servizi potenziando le unioni dei comuni. Non sarebbe il massimo, ma è l’unico modo per abbattere i costi generali e semplificare la vita delle persone, a partire dai professionisti. E questo potrebbe succedere se, ad esempio, i singoli regolamenti avessero una valenza per il tutto il territorio dell’Unione e non solo comunale.

Commenta con Facebook

Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

Dialoga con l'autore di questo post