Mercati a rischio?

Fa riflettere un articolo apparso domenica su repubblica.it che invita a fare attenzione

CESENA. Nei mercati ci sono bolle speculative pronte ad esplodere? E’ un’ipotesi che si analizza da tempo. Soprattutto in presenza di una tendenza in controcorrente rispetto all’economia globale indebolita dalla pandemia.  Alcuni esempi: Wall Street ai massimi storici nel giorno dell’inaugurazione della presidenza Biden. E’ vero che il nuovo presidente ha in programma grandi stimoli economici, ma avvia il mandato nel pieno di una crisi globale senza precedenti. Poi c’è lo spread tra Btp e Bund tedeschi che ha a lungo flirtato con quota 100, con i rendimenti dei decennali italiani ai minimi nonostante la montagna di debito accumulata per rispondere alla pandemia e la prospettiva di perdere nove punti percentuali di Pil nel 2020. Azioni tecnologiche protagoniste indiscusse. Poi c’è il Bitcoin che ha avuto una progressione monstre fino a un picco di 42 mila dollari salvo poi riabbassare.

Il tema è stato trattato domenica da repubblica.it in un articolo di Raffaele Ricciardi dal titolo: Azioni, titoli di Stato, Bitcoin: tira aria di bolle sui mercati. Prende spunto da una nota riservata inviata ai clienti da Mark Haefele, capo degli investimenti nel global wealth management di Ubs, che invita a fare attenzione perché legge segnali che possono essere sintomi di anomalie. Uno di queste è che c’è tanta fame di titoli su cui scommettere che le operazioni di quotazione negli Usa si sono surriscaldate, con una performance media del 40% il giorno del debutto in borsa. Molto patre sia dovuto alla liquidità disponibile. Da un lato ci sono i risparmiatori diventati formichine, dall’altro per la massiccia presenza delle Banche centrali sui mercati i costi di finanziamento si attestano ai minimi storici.

 

Inoltre Repubblica riporta che Haefele spiega che sui mercati fanno ingresso nuovi operatori e la combinazione di elevati risparmi accumulati e basse prospettive di rendimento delle asset class tradizionali fornisce i mezzi e l’incentivo per intraprendere attività speculative. Al contempo, l’accelerazione della digitalizzazione ha acceso i riflettori sul cambiamento tecnologico, mentre gli elevati livelli di debito creano l’esigenza politica di sostenere i mercati finanziari.

Comunque è difficile immaginare quello che potrà succedere. Non a caso  gli stessi banchieri faticano a fare previsioni. Però quella nota riservata pubblicata da Repubblica è un chiaro invito a fare attenzione evitando, soprattutto, voli pindarici.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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