La tempesta perfetta è alle porte

Ancora è evitabile, ma ci vorrà del coraggio

CESENA. Cacciari è affidabile? Se lo è c’è di che essere preoccupati. In un intervento fatto giovedì su “La Stampa” e titolato “Come evitare la bancarotta generazionale” l’ex sindaco di Venezia lancia un allarme che è di quelli che fanno tremare i polsi: nel 2021 dovrà essere fatta una manovra finanziaria di almeno 100 miliardi, ma che potrebbe essere addirittura di 200. Il riferimento è al bilancio che dovrà essere approvato alla fine del prossimo anno e inizierà a dare i suoi effetti dall’inizio del 2022. 

“Per difendere i redditi più bassi, per fronteggiare l’aumento spaventoso delle persone in stato di povertà, per salvare le imprese a rischio, per rafforzare l’effetto del Recovery fund e, infine, per avere voce politica in Europa, sarebbe necessaria una manovra nel corso del ’21 di almeno 200 miliardi” scrive Cacciari sul quotidiano torinese. Duecento miliardi è una cifra stratosferica, ma anche cento sarebbero tantissimi. Un’operazione  senza precedenti. 

Il problema è che non siamo di fronte a una boutade. Cacciari non è tipo da scherzare su certi temi e “La Stampa” è un giornale serio e non darebbe via libera ad una notizia così importante se fosse priva di fondamento. Questo non vuol dire che il governo farà una manovra di questo tipo. Potrebbe cercare di galleggiare, ma resterebbe comunque la necessità di trovare cifre comunque importanti. 

Ma dove trovare i soldi? Cacciari suggerisce due strade. Il primo è di agire sui crediti che lo Stato vanta. Si tratta di circa mille miliardi. Si chiuda tutto al 30 per cento e cento  miliardi verranno fuori, propone l’ex sindaco. Che poi suggerisce di conferire in titoli di Stato ogni aumento contrattualmente previsto per il pubblico impiego per stipendi sopra i cinquemila euro mensile. “Amato lo fece, senza suscitare rivoluzioni. Sarebbe un bel segnale” aggiunge.

Le alternative sono poche. Anzi, ce ne è solo una: la patrimoniale. Quel nome che nessuno vuol sentir pronunciare. Ma non possiamo sempre continuare e far finta di  niente. Questa volta nascondere la testa sotto la sabbia non servirà a niente. Con un debito pubblico che sfiora il 160 per cento non si può pensare di far passare la nottata. Tutti dovrebbero fare una sana dose di realismo, perché ha ragione Cacciari quando sostiene che serve trovare le risorse per evitare se non la bancarotta tout court, certo la bancarotta generazionale, e cioè l’indecente scaricare su giovani e non nati la montagna del debito che ci troveremo dopo covid e vaccino.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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