Zuccatelli, le dimissioni e i quaquaraquà

Dopo le polemiche non è più commissario in Calabria

CESENA. Giuseppe Zuccatelli si è dimesso. Il ministro della Sanità lo ha chiamato e lui ha risposto obbedisco. Il manager residente a Cesena era stato nominato commissario straordinario della sanità calabrese al posto del suo predecessore travolto dalle polemiche seguite ad un’intervista televisiva nella quale aveva confessato che non aveva predisposto un piano antivìcovid. Ma subito dopo la nomina è stato Zuccatelli a finire nel tritacarne in quanto in rete è iniziato a circolare un video amatoriale nel quale metteva in dubbio l’utilità della mascherina.

Giuseppe Zuccatelli

Una dichiarazione improvvida che da sola, probabilmente, non sarebbe stata sufficiente a spingere il ministro che lo aveva nominato a chiedergli di fare un passo indietro. Il problema è che Zuccatelli ha pagato l’ostilità del governo calabrese, ma non solo, che ha usato l’inciampo per contestare il suo incarico. Per quello si è creata una situazione insostenibile che ha portato alle dimissioni.

Un gesto per il quale Zuccatelli deve essere apprezzato. Ha ragione Elide Giordani quando sul Carlino ricorda le competenze del manager cesenate e scrive: a chi non è mai capitato di dire una stupidaggine o lasciarsi andare ad un motto sopra le righe per rafforzare un concetto e poi magari pentirsene. E’ la cosiddetta “ora del patacca”, un’espressione che mette enfasi nell’indulgenza tutta romagnola verso chi la dice tutta, la dice schietta, senza mostrare una faccia diversa a seconda dell’interlocutore. 

Insomma, uno scivolone, ma in giro si vede di peggio. Nonostante tutto lui ha tolto il disturbo. Un gesto in Italia quantomeno inusuale. Se lo dovessero fare tutti quelli che sono hanno avuto un inciampo, soprattutto i politici, faticheremmo a trovare chi siede sugli scranni della Camera o del Senato.

Tutti, indistintamente, invece si arrampicano sugli specchi e lasciano passare la nottata. Al limite smentiscono se stessi oppure dicono che sono stati mal interpretati o, addirittura, arrivano al punto di dire che quelle parole non le hanno mai pronunciate. Cambiano i fattori, ma il prodotto è sempre lo stesso: nessuno si dimette. Al contrario di quello che ha fatto Zuccatelli che potrà avere un carattere a volte non semplicissimo, ma ha dato una lezione a tanti quaquaraquà.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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