Quartieri, ecco la riforma

Alla fine la riforma dei quartieri è stata presentata, anche se il Comune guidato da Gian Luca Zattini, attraverso l’assessora Andrea Cintorino, ha accolto alcune delle lamentele presentate dai coordinatori di zona. Con il via libera del consiglio comunale, a fine mese, Forlì avrà 22 quartieri (oggi sono 42) e 8 coordinamenti territoriali invece delle cinque macro aree. All’interno di ogni quartiere ci sarà un consiglio costituito da 7 a 13 membri.

Accolti i dubbi e cancellata l’ipotesi della nomine designate dal Comune proporzionalmente ai gruppi politici all’interno del consiglio comunale. I componenti del consiglio saranno decisi attraverso elezioni, aperte a tutti i cittadini sopra i 16 anni. I rappresentanti dei quartieri a loro volta, oltre a scegliersi un presidente, scelgono i coordinatori di zona, che sono 2 , di cui uno con funzioni di presidente.

Il sindaco Gian Luca Zattini

Il Comune aumenterà le risorse a disposizione degli organismi periferici.

Prima c’era un budget annuale di circa 700 euro a quartiere, ora saranno 120mila euro in totale, ovvero 15mila euro a zona, che avrà una sede attrezzata. Ecco come saranno le nuove zone: Zona 1 Quartiere del centro storico; Zona 2 Villanova-Cava, Romiti, Villagrappa-San Varano-Rovere; Zona 3 Villafranca-San Martino in Villafranca, Branzolino-Barisano-Durazzanino-Poggio, San Tomè-Roncadello-Malmissole, San Giorgio-Pieve Acquedotto; Zona 4 Foro Boario-San Benedetto, Pianta-Ospedaletto-Coriano; Zona 5 Bagnolo-Carpinello-Borgo Sisa, La Selva-San Leonardo, Pievequinta-Caserma-Casemurate; Zona 6 Bussecchio, Ronco, Musicisti-Grandi Italiani, Spazzoli-Campo di Marte Benefattori; Zona 7 Carpena-Magliano, San Lorenzo in Noceto-San Martino in Strada, Collina, Grisignano; Zona 8 Vecchiazzano, Ca’ Ossi, Resistenza.

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