Lo Sviluppo sostenibile in Romagna

La Camera di Commercio della Romagna pubblica i dati delle province di Forlì-Cesena e Rimini per l'anno 2019

Sostanzialmente positivi i risultati fatti segnare dal territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini nello sviluppo sostenibile, sia in termini di posizionamento territoriale sia riguardo al confronto temporale. Buone le performance raggiunte nelle certificazioni di impresa, nella green economy, nell’agricoltura biologica e in quelli della qualità della vita; prestazioni da migliorare, invece, riguardo agli indicatori di ecosistema urbano, per la realtà forlivese, e nel consumo del suolo, per quella riminese. Discreti risultati, infine, in termini di raggiungimento degli obiettivi di Agenda 2030.

In occasione dell’apertura del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 (22 settembre – 8 ottobre), che quest’anno si svolgerà in rete, la Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, per verificare il livello di sviluppo sostenibile nelle due province, rende noti i risultati di alcune variabili ad hoc di cui sono disponibili i dati. Nel dettaglio, riguardano: certificazioni di impresa, green economy e agricoltura biologica, a cui si aggiungono, a livello provinciale, i dati sul consumo del suolo e gli indicatori della qualità della vita, e, riguardo ai comuni capoluogo, quelli di ecosistema urbano nonché quelli importantissimi che fanno riferimento agli obiettivi di Agenda 2030.

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile è nato nel 2017 per sensibilizzare e mobilitare cittadini, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Nello specifico, per “sviluppo sostenibile”, si intende lo “sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i loro bisogni” (Rapporto Brundtland 1987). Questo concetto ha dato vita, nel tempo, a quello di “economia sostenibile”, cioè ad un nuovo modo di perseguire lo sviluppo della società, rispettando la sostenibilità dal punto di vista sociale, economico e ambientale; l’economia non viene più vista orientata al solo profitto, ma deve tendere al benessere e al miglioramento della qualità della vita delle persone. 

A livello globale, la presa di coscienza di questo nuovo modo di pensare nasce con la prima conferenza ONU sull’ambiente del 1972 a Stoccolma; dopodichè è stato un susseguirsi di appuntamenti, che hanno visto la partecipazione di un numero crescente di Paesi, dove, di volta in volta, sono state intraprese misure e azioni volte allo sviluppo sostenibile. Dal canto suo, l’Italia, che ha sempre partecipato attivamente alle varie conferenze mondiali, ha per la prima volta citato il concetto di sviluppo sostenibile, a livello normativo, nel Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il cosiddetto “Testo Unico ambientale”.

“Quello della sostenibilità è un tema basilare dello sviluppo sociale, economico e ambientale di tutti i Paesi. Più nello specifico, in ottica di “Green Deal Europeo”, cioè di politiche della Commissione Europea per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, e, prima ancora nell’ottica della Strategia Europa 2020, lo sviluppo sostenibile, rappresenta una vera e propria dimensione della competitività, quindi della crescita della nostra economia. Si tratta, quindi, di un quid che si articola lungo le direttrici della innovazione, della sostenibilità ambientale, della capacità di includere e di allinearsi con i valori guida delle nostre società. Detto con parole ancora più semplici e chiare, si tratta della cosiddetta “innovazione responsabile” – commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di Commercio della Romagna –. Proprio del dibattito sull’innovazione responsabile, il CISE, Azienda speciale della nostra Camera di commercio, è uno degli attori in ambito regionale ed europeo. Questo ruolo porta all’interno della progettualità della Camera una “dimensione olistica” della sostenibilità che ben incrocia l’impegno sui temi della responsabilità sociale di impresa e della riduzione dell’impatto ambientale, che caratterizzano l’impegno camerale anche sui territori di Forlì-Cesena e Rimini.

Attraverso il lavoro del nostro Osservatorio economico, inoltre, anche questa dimensione determinante per il futuro del territorio è diventata una dimensione stabile di osservazione e tutto ciò nella consapevolezza che solo quello che si può misurare può essere migliorato”.

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