Caviro sostiene l’edizione 2020 di RestArt Urban Festival di Imola

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Caviro, Gruppo cooperativo nato a Faenza oltre 50 anni fa e oggi prima realtà in Italia per volumi di vino prodotti, conferma la propria attenzione ai temi della responsabilità sociale e ambientale sostenendo RestArt Urban Festival 2020, il Festival internazionale di riqualificazione urbana tramite street-art e arti in generale che si svolge a Imola fino al 13 settembre e ha come tema proprio quello della sostenibilità ambientale. Un vero e proprio cantiere artistico che, nel corso della tre giorni, trasformerà l’area interessata in un museo a cielo aperto.

L’evento, giunto alla sua ottava edizione, è organizzato dall’Associazione Culturale NOIGIOVANI e nasce come momento di promozione dei temi della rigenerazione urbana, del rispetto della res publica e dell’ambiente. Ogni anno, artisti italiani e internazionali raggiungono Imola per “rivederne” gli angoli dimenticati e a rischio di incuria e abbandono.

L’edizione 2020 di RestArt, che ha preso il via proprio oggi venerdì 11 settembre, interessa l’area compresa tra la Palestra Cavina, l’istituto Ip Cassiano e l’Ipia Alberghetti, spazi adiacenti al grande complesso dell’ex ospedale psichiatrico Osservanza sul quale il Festival intende porre un’attenzione particolare per i prossimi anni. Al centro del progetto artistico il tema della sostenibilità ambientale che, oltre a essere declinato dai numerosi street artist che hanno raggiunto la città, sarà al centro di una scultura realizzata da Bordalo II, artista portoghese che edifica imponenti sculture grazie all’utilizzo di rifiuti e materiali di scarto.

«Al di là del legame con il tema dell’edizione di quest’anno e alla particolare attinenza tra il lavoro di Caviro e quello dello scultore di Lisbona – non dimentichiamoci che la nostra Cooperativa è un modello di economica circolare e ogni giorno realizza prodotti nobili a partire dai derivati della filiera vitivinicola – RestArt è certamente una manifestazione che sentiamo molto vicina – sottolinea Carlo Dalmonte, presidente del Gruppo Caviro -. Le tematiche, gli obiettivi e il modello di coinvolgimento della comunità propri del Festival rispecchiano il nostro modo di intendere la progettazione: collaborativa, vicina alle persone, con uno sguardo proiettato sul futuro e sulle generazioni di domani. Siamo perciò particolarmente felici di poter dare il nostro contributo all’edizione 2020 del Festival».

Il Gruppo faentino ha sostenuto RestArt fornendo 300 europallet per gli allestimenti della manifestazione. Inoltre Caviro sarà protagonista di un pannello di 2,25 x 1,25 mt dedicato al tema dell’economia circolare realizzato da un artista coinvolto nel Festival.

Per eliminare le bottiglie di plastica e ridurre al minimo i rifiuti, durante le giornate del Festival saranno a disposizione due distributori di acqua dove i cittadini potranno ricaricare direttamente le proprie borracce personali.

Gruppo Caviro (www.caviro.it)-Caviro, 329 milioni di euro di fatturato, è una Cooperativa Agricola, con la missione di valorizzare le uve dei 12.400 soci viticoltori in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Puglia e Sicilia, che conferiscono ogni anno il 10% dell’uva italiana. Caviro è leader in Italia nel vino per quota di mercato e detiene il primo marchio italiano Germania, Giappone, Russia. Tramite Caviro Extra il Gruppo valorizza i sotto-prodotti delle filiere agroindustriali nazionali al fine di ottenere prodotti ad alto valore aggiunto; oggi player di riferimento nel mercato dell’alcol, nel recupero delle acque reflue alimentari in Italia e nell’Acido Tartarico Naturale nel mondo. Caviro è azienda certificata SA8000.

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