Il pollaio della discordia scalda l’estate forlivese

FORLI’. Un nuovo caso rischia di accendere l’estate forlivese.

Gianluca Zattini

E’ quello sollevato dai residenti del quartiere Roncadello, contrari all’ipotesi che torni in attività il vecchio pollaio di via fratelli Valpiani, vecchia struttura non più in funzione da quasi vent’anni, ma che per gli abitanti non più di primo pelo è sinonimo di una convivenza difficile con i cattivi odori. Il quartiere ha avuto uno sviluppo urbanistico tale negli ultimi anni che quei capannoni sarebbero pericolosamente vicini a scuole e abitazioni.

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Gepostet von Comitato Quartiere Roncadello (Forlì) am Sonntag, 26. Juli 2020

Riuniti in una pubblica assemblea, i residenti di Roncadello, come riportato dai giornali locali, hanno avviato una raccolta firme perchè il progetto venga bocciato.

Il progetto è quello della società agricola Bastia di Mercato Saraceno, che ha presentato richiesta di autorizzazione integrata ambientale per avviare l’attività, sistemando i capannoni e avviando l’allevamento di pollastre. Il quartiere di Roncadello chiede che vengano fatti rilievi per verificare inquinamento ambientale e acustico, il flusso di camion, oltre ai trattamenti per l’allevamento.

Nella sua relazione tecnica l’azienda parla di sistemazione dei capannoni, rimozione del tetto in amianto e, come opere compensative, della realizzazione di un impianto fotovoltaico e di una doppia barriera di alberi.

All’incontro non hanno partecipato né il Sindaco Gianluca Zattini, né alcun altro componente della giunta.

A rispondere alle domande dei cittadini solo il dirigente del Comune Gianfranco Argnani che ha fatto il punto della situazione specificando che si tratta di un percorso lungo quello che aspetta l’autorizzazione richiesta.

Lo stesso Comune ha sollevato 13 punti per i quali chiede un chiarimento, anche perchè l’allevamento comporterebbe una presenza di circa 90mila pollastre, una ditta piazzata a distanza inferiore rispetto alle case, di quella prevista dal regolamento urbano.

L’azienda è stata informata di queste problematiche e ha 90 giorni di tempo per replicare alle richieste della Conferenza dei servizi.

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