Al parco Silver Sirotti si ricorda l’eroico ferroviere forlivese

La cerimonia in programma martedì 4 agosto

Nella parte iniziale di via Ribolle, proprio a fianco del Cinema Astoria e di fronte ad una parte delle case dell’ex Villaggio “Arnaldo Mussolini”, ora “Giacomo Matteotti”, si estende la prima area verde realizzata nel quartiere Ca’ Ossi ed è dedicata a Silver Sirotti. In città all’eroico ferroviere del Treno Italicus sono stati intitolati anche il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (C.P.I.A.) di via Oberdan 2, già sede degli uffici della ditta Becchi poi prima sede dell’Istituto Tecnico Aeronautico “Francesco Baracca”, e la strada che da sotto l’arco ex ingresso alla ditta Bonavita, all’angolo tra via Cristoforo Colombo e viale della Libertà, conduce alla nuova sede dell’INAIL e attraversa l’area ex Mangelli.
La zona verde in questione ha due accesi, il principale su via Ribolle e l’altro su via Tommaso Galleppini, proprio di fronte all’accesso della scuola dell’Infanzia comunale “Bruco” e del nido d’infanzia “Tick Tack Kids”, già denominato “Trottola”, quest’ultimo gestito in concessione dal raggruppamento formato dalle cooperative Formula Servizi alla Persona e “Paolo Babini”.
Le alberature presenti non rivestono una particolare importanza per quanto riguarda il valore della specie,  anche se nel corso degli anni alcune hanno assunto una notevole dimensione. Da segnalare invece a poca distanza, lungo viale dell’Appennino, a ridosso di Villa Gesuita, la presenza di 11 gelsi molto vecchi sicuramente piantati quando nel territorio comunale era molto sviluppato l’allevamento del baco da seta, un’attività che è stata soppiatanta a partire dagli anni ’30 del secolo scorso con l’avvio, in diverse città italiane, della produzione di rayon, una fibra trasparente ottenuta in modo artificiale dalla cellulosa. Le fibre di cellulosa del legno o del cotone venivano sciolte con soda caustica che reagisce con il solfuro di carbonio dando un composto solubile in acqua che è una soluzione colloidale, chiamata viscosa, che fatta passare attraverso piccoli ugelli in un bagno di acido si riconverte a cellulosa. Lo stesso processo utilizzando sottili fessure al posto degli ugelli, fornisce il cellophane. Il rayon fu inizialmente chiamato “seta artificiale” o “seta del legno” e il nome rayon fu usato per la prima volta nel 1924. Al contrario del nylon, il rayon assorbe l’acqua, rendendo i tessuti ottenuti molto più confortevoli per essere indossati.

A Forlì questi procedimenti, a partire dal 1926, avvenivano nei capannoni della SAOM dell’imprenditore Paolo Orsi Mangelli, il quale poi produrrà il tessuto detto Forlion, dal nome della città, e fonderà la OMSA. Nel 1929, gli stabilimenti Mangelli furono la prima ditta italiana a realizzare il cellophane, un materiale molto usato per imballaggi e confezioni alimentari in quando è molto resistente all’aria, all’acqua ed è inoltre biodegradabile e compostabile. 
In precedenza le foglie, soprattutto del gelso bianco, erano utilizzate in bachicoltura come alimento della larva della falena della famiglia Bombycidae, conosciuta come baco da seta, e questo giustifica la presenza residua nelle campagne di questa specie di alberi che oggi hanno un valore testimoniale molto importante. Quelle ancora esistenti hanno anche una valenza sotto l’aspetto naturalistico essendo tutte piante di straordinaria bellezza, seppure in moltissimi casi letteralmente erose e consumate dalla vetustà, come quelle in questione.
I frutti del gelso (more di gelso nere, di gelso bianche, di gelso rosso) sono commestibili (famosa la granita siciliana ai gelsi). Inoltre da essi vengono estratti oli essenziali usati come aromatizzanti per cosmetici naturali e sigarette elettroniche.
Dai gelsi i nostri contadini ricavano anche legname facilmente lavorabile, buona legna da ardere,  pertiche flessibili e vimini per la fabbricazione di cesti; per l’ultimo uso spesso gli alberi venivano drasticamente capitozzati.

Silver Sirotti 
Nato a Forlì nel 1949, Sirotti si diplomò all’I.T.I.S. “Marconi” nel 1968. Nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974, sul rapido “Italicus” che collegava Roma con il Brennero, un attentato terroristico, poi rivendicato dal gruppo di estrema destra Ordine Nero, provocò dodici morti e quarantotto feriti. L’esplosione avvenne appena dopo la galleria di San Benedetto Val di Sambro, sulla linea Firenze-Bologna, a circa 40 chilometri dal capoluogo emiliano. Purtroppo tra le vittime vi fu anche il ferroviere forlivese Silver Sirotti, appena venticinquenne.
Così venne descritto il sacrificio di Sirotti da due agenti di polizia, testimoni oculari di quei drammatici momenti: «Improvvisamente il tunnel da cui doveva sbucare il treno si è illuminato a giorno, la montagna ha tremato, poi è arrivato un boato assordante. Il convoglio, per forza di inerzia, è arrivato fin davanti a noi. Le fiamme erano altissime e abbaglianti. Nella vettura incendiata c’era gente che si muoveva. Vedevamo le loro sagome e le loro espressioni terrorizzate, ma non potevamo fare niente poiché le lamiere esterne erano incandescenti. Dentro doveva già esserci una temperatura da forno crematorio. “Mettetevi in salvo”, abbiamo gridato, senza renderci conto che si trattava di un suggerimento ridicolo data la situazione. Qualcuno si è buttato dal finestrino con gli abiti in fiamme. Sembravano torce. Ritto al centro della vettura un ferroviere, la pelle nera cosparsa di orribili macchie rosse, cercava di spostare qualcosa. Sotto doveva esserci una persona impigliata. “Vieni via da lì”, gli abbiamo gridato, ma proprio in quel momento una vampata lo ha investito facendolo cadere accartocciato al suolo».
Sirotti era in servizio sull’Italicus e, dopo essere sopravvissuto allo scoppio, si prodigò per prestare soccorso ai numerosi feriti. Viste le fiamme che si diffondevano sempre più, Sirotti impugnò un estintore e andò verso la vettura dove era avvenuta l’esplosione. Purtroppo il suo coraggio e la sua generosità gli costarono la vita.
Il 7 agosto alcuni presunti attentatori furono arrestati ma subito dopo scarcerati. A oggi i responsabili della strage dell’Italicus non sono ancora stati individuati.
Assieme alla strage di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969, alla strage di piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974 e alla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, quello all’Italicus è considerato tra i più gravi attentati che ebbero luogo nel corso degli “anni di piombo”.
Nei pressi del binario 1 della stazione di Bologna un monumento ricorda il sacrificio del giovane eroico ferroviere forlivese e su una lapide è scritto: SILVER SIROTTI / DEL PERSONALE VIAGGIANTE / DI BOLOGNA / IMMOLAVA LA / GIOVANE VITA / AI PIÙ ALTI IDEALI / DI UMANA / SOLIDARIETÀ” / TRENO ITALICUS – 4 VIII 1974

Al centro dell’area verde di via Ribolle, un piccolo cippo posato a terra, voluto da chi scrive e collocato dal Servizio Verde del Comune di Forlì (responsabile Euro Camporesi), riporta su una lapide le parole con cui, nel 1975, con Decreto del presidente della Repubblica, venne conferita a Sirotti la Medaglia d’oro al valore civile alla memoria: CONTROLLORE IN SERVIZIO, IN OCCASIONE DEL CRIMINALE ATTENTATO AL TRENO ITALICUS NON ESITAVA A LANCIARSI, MUNITO DI ESTINTORE, NEL VAGONE OV’ERA AVVENUTA L’ESPLOSIONE PER SOCCORRERE I PASSEGGERI DELLA VETTURA IN FIAMME. NEL NOBILE TENTATIVO, IMMOLAVA LA GIOVANE VITA AI PIÙ ALTI IDEALI DI UMANA SOLIDARIETÀ. ESEMPIO FULGIDO DI ECCEZIONALE SPREZZO DEL PERICOLO E INCONDIZIONATO ATTACCAMENTO AL DOVERE, SPINTI FINO ALL’ESTREMO SACRIFICIO.

Ogni anno, a partire dal 1987, anno in cui proposi al sindaco Giorgio Zanniboni, che accettò di slancio, di prevedere una cerimonia in ricordo di Silver Sirotti, la mattina del 4 agosto le massime cariche cittadine si recano nel giardino di via Ribolle per commemorare il giovane concittadino che immolò la propria vita per cercare di salvare quella di altri innocenti, vittime della follia del terrorismo (la cerimonia del 2020 sarà in programma alle ore 10.00).
Dal 1987 a Sirotti è dedicato anche un momento musicale. Nel corso degli anni la Jazz Band di Meldola prima e poi il Coro Intercity Gospel Orchestra hanno tenuto concerti la sera del 4 agosto in piazza Saffi, poi in piazzetta della Misura. Quest’anno, causa conseguenze della pandemia da Covid 19, la serata si svolgerà nel secondo cortile dei Musei San Domenico, denominato “ArenaSanDomenico”, alle ore 21.30 (in caso di maltempo il momento musicale sarà spostato in Duomo).
Silver Sirotti è stato ricordato anche lo scorso 2 agosto a Bologna, nell’ambito delle iniziative programmate in occasione del quarantesimo anniversario della strage alla stazione, con la deposizione di corone di alloro. Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il fratello Franco, Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra le Vittime della strage di Bologna, Irene Priolo, assessore regionale, Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì, Gabriele Fratto, presidente della Provincia di Forlì-Cesena e sindaco di Bertinoro. 

Gabriele Zelli 

Commenta con Facebook
Marco Viroli

Marco Viroli

Scrittore, giornalista pubblicista e copywriter, è nato a Forlì nel 1961. Laureato in Economia e Commercio, nel suo curriculum vanta una pluriennale esperienza di direzione artistica e organizzazione eventi (mostre d’arte, reading, concerti, spettacoli, incontri con l’autore, ecc.) per conto di imprese ed enti pubblici. Dal 2006 al 2008 ha curato le rassegne “Autori sotto la torre” e “Autori sotto le stelle” e, a cavallo tra il 2009 e il 2010, si è occupato di relazioni esterne per una fondazione di arte contemporanea. Tra il 2010 e il 2014 ha collaborato con “Cervia la spiaggia ama il libro” (la più antica manifestazione di presentazioni d’autori in Italia) e con “Forlì nel Cuore”, promotrice degli eventi che si svolgono nel centro della città romagnola. Dal 2004 è scrittore e editor per la casa editrice «Il Ponte Vecchio» di Cesena. Autore di numerose prefazioni, dal 2010 cura la rubrica settimanale “mentelocale” sul free press settimanale «Diogene», di cui, dal 2013, è diventato direttore responsabile. Nel 2013 e nel 2014, ha seguito come ufficio stampa le campagne elettorali dei candidati del Partito Democratico Gabriele Zelli e Davide Drei, divenuti poi rispettivamente sindaci di Dovadola (FC) e Forlì. Nel 2019 ha supportato come ufficio stampa la campagna elettorale di Paola Casara, candidata della lista civica “Forlì cambia” al consiglio comunale di Forlì, centrando anche in questo caso l’obiettivo. Dal 2014 è addetto stampa di alcune squadre di volley femminile romagnole (Forlì e Ravenna) che hanno militato nei campionati di A1, A2 e B. Come copywriter freelance ha collaborato con alcune importanti aziende locali e nazionali. Dal 2013 al 2016 è stato consulente di PubliOne, agenzia di comunicazione integrata, e ha collaborato con altre agenzie di comunicazione del territorio. Dal 2016 al 2017 è stato consulente di MCA Events di Milano e dal 2017 collabora con Librerie.Coop. Dal 2017 è consulente Ufficio Stampa ed Eventi della catena Librerie.Coop, con sede a Bologna. È vicepresidente dell’associazione culturale Direzione 21 che da cinque anni organizza la manifestazione “Dante. Tòta la Cumégia”, volta a valorizzare il ruolo di Forlì come città dantesca e che culmina ogni anno con la lettura integrale della Divina Commedia. Nel 2003 ha pubblicato la prima raccolta di versi, Se incontrassi oggi l’amore. Per «Il Ponte Vecchio» ha dato alle stampe Il mio amore è un’isola (2004) e Nessun motivo per essere felice (foto di N. Conti, 2007). Suoi versi sono apparsi su numerose antologie, tra cui quelle dedicate ai Poeti romagnoli di oggi e… («Il Ponte Vecchio», 2005, 2007, 2009, 2011, 2013), Sguardi dall’India (Almanacco, 2005) e Senza Fiato e Senza Fiato 2 (Fara, 2008 e 2010). I suoi libri di maggior successo sono i saggi storici pubblicati con «Il Ponte Vecchio»: Caterina Sforza. Leonessa di Romagna (2008), Signore di Romagna. Le altre leonesse (2010), I Bentivoglio. Signori di Bologna (2011), La Rocca di Ravaldino in Forlì (2012). Nel 2012 è iniziato il sodalizio con Gabriele Zelli con il quale ha pubblicato: Forlì. Guida alla città (foto di F. Casadei, Diogene Books, 2012), Personaggi di Forlì. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2013), Terra del Sole. Guida alla città fortezza medicea (foto di F. Casadei, Diogene Books, 2014), I giorni che sconvolsero Forlì («Il Ponte Vecchio», 2014), Personaggi di Forlì II. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2015), Fatti e Misfatti a Forlì e in Romagna («Il Ponte Vecchio», 2016), Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna volume 2 («Il Ponte Vecchio», 2017); L’Oratorio di San Sebastiano. Gioiello del Rinascimento forlivese (Tip. Valbonesi, 2017), Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna, vol. 3 («Il Ponte Vecchio», 2018). Nel 2014, insieme agli storici Sergio Spada e Mario Proli, ha pubblicato per «Il Ponte Vecchio» il volume Storia di Forlì. Dalla Preistoria all’anno Duemila. Nel 2017, con Castellari C., Novara P., Orioli M., Turchini A., ha dato alle stampe La Romagna dei castelli e delle rocche («Il Ponte Vecchio»). Nel 2018 ha pubblicato, con Marco Vallicelli e Gabriele Zelli., Antiche pievi. A spasso per la Romagna, vol.1 (Ass. Cult. Antica Pieve, 2018), cui ha fatto seguito nel 2019, con gli stessi coautori, Antiche pievi. A spasso per la Romagna, vol.2 (Ass. Cult. Antica Pieve, 2018). Nel 2019, ha pubblicato con Flavia Bugani e Gabriele Zelli Forlì e il Risorgimento. Itinerari attraverso la città, foto di Giorgio Liverani, (Edit Sapim, 2019). È inoltre autore delle monografie industriali: Caffo. 1915-2015. Un secolo di passione (Mondadori Electa, 2016) e Bronchi. La famiglia e un secolo di passione imprenditoriale (Ponte Vecchio, 2016). 

Dialoga con l'autore di questo post