Perché “pesce d’aprile”?

Quest’anno, in tempo di Coronavirus, molto probabilmente non leggeremo di scherzi e notizie assurde che si rivelano false, il classico “pesce d’aprile”. Siamo chiusi in casa, preoccupati per la difficile situazione e pensiamo che pochi avranno voglia di scherzare.
Ma rimane pur sempre il desiderio di conoscere le origini di questa usanza e perché si faccia riferimento ai pesci. A spiegarlo Radames Garoia e Nivalda Raffoni, cultori delle tradizioni popolari, che dicono: “Le origini del ‘pesce d’aprile’ non sono certe, anche se sono state proposte diverse teorie. Prima dell’adozione del Calendario Gregoriano, che è il calendario solare ufficiale di quasi tutti i paesi del mondo, che prende il nome dal Papa Gregorio XIII che lo introdusse il 4 ottobre 1582, il Capodanno veniva celebrato tre il 25 marzo e il 1° aprile. Si ipotizza che a seguito del cambiamento del calendario, non tutti si adeguarono alla modifica e continuarono a festeggiarlo il 1° aprile, rispettando l’antica tradizione; per tale motivo venivano additati come gli ‘sciocchi di aprile’. Da cui l’origine canzonatoria di questo giorno, in cui dei buontemponi iniziarono a sbeffeggiarli e a consegnare loro scatole vuote o regali assurdi con un biglietto con la scritta ‘pesce d’aprile’, appunto”.
Perché si sono scomodati i pesci per indicare una beffa? “Semplice, rispondono Radames Garoia e Nivalda Raffoni, il pesce non è un animale intelligente e poi… abbocca all’amo. Si utilizzano i pesci per identificare l’ingenuità con cui si crede ad uno scherzo, proprio come i pesci mordono l’esca. Secondo la tradizione fiorentina, questo abbinamento nacque dall’usanza di mandare qualcuno, il primo aprile, in una determinata piazza a comprare del pesce che però era disegnato solo sui muri. Secondo altri, si sarebbe scelta questa espressione per ricordare l’uscita del Sole dalla costellazione dei Pesci, che segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.
Nell’era moderna è una tradizione molto diffusa in tutto il mondo, concludono i due esperti, dove le burle consistono in false ordinazioni o richieste di cose irrealizzabili e inesistenti, come: la corda del vento, il lievito per le salsicce, la neve disseccata, il rasoio per tosare le uova, la pietra per affilare i capelli. Oppure la diffusione di notizie assurde: originale un servizio della BBC del 1957, relativo ad una piantagione di spaghetti in Svizzera ed in tanti telefonarono all’emittente inglese per avere maggiori informazioni su come coltivare la pianta. Nel 1961, il quotidiano La Notte scriveva che a Milano stava per entrare in vigore una legge che rendeva obbligatorio mettere la targa ai cavalli, per renderli identificabili mentre giravano per le strade. Nel 2008 sempre la BBC  mostrò un video con dei pinguini volanti. Il 1° aprile 1992 i passeggeri di un volo che atterrava a Los Angeles, furono accolti da un enorme striscione con scritto: ‘Benvenuti a Chigago’. Nel 1998, Burger King pubblicò, su USA Today, una pagina intera di pubblicità per un panino speciale creato appositamente per i mancini. Nel 2000 The Independent diede la notizia che era stato inventato il Viagra per i conigli!”.

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Marco Viroli

Marco Viroli

Scrittore, giornalista pubblicista e copywriter, è nato a Forlì nel 1961. Laureato in Economia e Commercio, nel suo curriculum vanta una pluriennale esperienza di direzione artistica e organizzazione eventi (mostre d’arte, reading, concerti, spettacoli, incontri con l’autore, ecc.) per conto di imprese ed enti pubblici. Dal 2006 al 2008 ha curato le rassegne “Autori sotto la torre” e “Autori sotto le stelle” e, a cavallo tra il 2009 e il 2010, si è occupato di relazioni esterne per una fondazione di arte contemporanea. Tra il 2010 e il 2014 ha collaborato con “Cervia la spiaggia ama il libro” (la più antica manifestazione di presentazioni d’autori in Italia) e con “Forlì nel Cuore”, promotrice degli eventi che si svolgono nel centro della città romagnola. Dal 2004 è scrittore e editor per la casa editrice «Il Ponte Vecchio» di Cesena. Autore di numerose prefazioni, dal 2010 cura la rubrica settimanale “mentelocale” sul free press settimanale «Diogene», di cui, dal 2013, è diventato direttore responsabile. Nel 2013 e nel 2014, ha seguito come ufficio stampa le campagne elettorali dei candidati del Partito Democratico Gabriele Zelli e Davide Drei, divenuti poi rispettivamente sindaci di Dovadola (FC) e Forlì. Nel 2019 ha supportato come ufficio stampa la campagna elettorale di Paola Casara, candidata della lista civica “Forlì cambia” al consiglio comunale di Forlì, centrando anche in questo caso l’obiettivo. Dal 2014 è addetto stampa di alcune squadre di volley femminile romagnole (Forlì e Ravenna) che hanno militato nei campionati di A1, A2 e B. Come copywriter freelance ha collaborato con alcune importanti aziende locali e nazionali. Dal 2013 al 2016 è stato consulente di PubliOne, agenzia di comunicazione integrata, e ha collaborato con altre agenzie di comunicazione del territorio. Dal 2016 al 2017 è stato consulente di MCA Events di Milano e dal 2017 collabora con Librerie.Coop. Dal 2017 è consulente Ufficio Stampa ed Eventi della catena Librerie.Coop, con sede a Bologna. È vicepresidente dell’associazione culturale Direzione 21 che da cinque anni organizza la manifestazione “Dante. Tòta la Cumégia”, volta a valorizzare il ruolo di Forlì come città dantesca e che culmina ogni anno con la lettura integrale della Divina Commedia. Nel 2003 ha pubblicato la prima raccolta di versi, Se incontrassi oggi l’amore. Per «Il Ponte Vecchio» ha dato alle stampe Il mio amore è un’isola (2004) e Nessun motivo per essere felice (foto di N. Conti, 2007). Suoi versi sono apparsi su numerose antologie, tra cui quelle dedicate ai Poeti romagnoli di oggi e… («Il Ponte Vecchio», 2005, 2007, 2009, 2011, 2013), Sguardi dall’India (Almanacco, 2005) e Senza Fiato e Senza Fiato 2 (Fara, 2008 e 2010). I suoi libri di maggior successo sono i saggi storici pubblicati con «Il Ponte Vecchio»: Caterina Sforza. Leonessa di Romagna (2008), Signore di Romagna. Le altre leonesse (2010), I Bentivoglio. Signori di Bologna (2011), La Rocca di Ravaldino in Forlì (2012). Nel 2012 è iniziato il sodalizio con Gabriele Zelli con il quale ha pubblicato: Forlì. Guida alla città (foto di F. Casadei, Diogene Books, 2012), Personaggi di Forlì. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2013), Terra del Sole. Guida alla città fortezza medicea (foto di F. Casadei, Diogene Books, 2014), I giorni che sconvolsero Forlì («Il Ponte Vecchio», 2014), Personaggi di Forlì II. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2015), Fatti e Misfatti a Forlì e in Romagna («Il Ponte Vecchio», 2016), Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna volume 2 («Il Ponte Vecchio», 2017); L’Oratorio di San Sebastiano. Gioiello del Rinascimento forlivese (Tip. Valbonesi, 2017), Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna, vol. 3 («Il Ponte Vecchio», 2018). Nel 2014, insieme agli storici Sergio Spada e Mario Proli, ha pubblicato per «Il Ponte Vecchio» il volume Storia di Forlì. Dalla Preistoria all’anno Duemila. Nel 2017, con Castellari C., Novara P., Orioli M., Turchini A., ha dato alle stampe La Romagna dei castelli e delle rocche («Il Ponte Vecchio»). Nel 2018 ha pubblicato, con Marco Vallicelli e Gabriele Zelli., Antiche pievi. A spasso per la Romagna, vol.1 (Ass. Cult. Antica Pieve, 2018), cui ha fatto seguito nel 2019, con gli stessi coautori, Antiche pievi. A spasso per la Romagna, vol.2 (Ass. Cult. Antica Pieve, 2018). Nel 2019, ha pubblicato con Flavia Bugani e Gabriele Zelli Forlì e il Risorgimento. Itinerari attraverso la città, foto di Giorgio Liverani, (Edit Sapim, 2019). È inoltre autore delle monografie industriali: Caffo. 1915-2015. Un secolo di passione (Mondadori Electa, 2016) e Bronchi. La famiglia e un secolo di passione imprenditoriale (Ponte Vecchio, 2016). 

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