Aurelio Saffi: figura centrale della vita forlivese di fine Ottocento

Il ruolo del Triunviro della Repubblica Romana rievocato da Mario Proli

Ha riscosso unanimi consensi la relazione su Forlì ai tempi di Aurelio Saffi proposta da Mario Proli alle socie e ai soci del Lions Club Forlì Host che giovedì 16 gennaio hanno affollato il Circolo della Scranna. Erano presenti all’incontro Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì, Alessandra Ascari Raccagni, presidente del Consiglio Comunale. L’intervento di Proli, introdotto da Foster Lambruschi, presidente del Forlì Host, è stato impreziosito dall’esecuzione al pianoforte, da parte di Pierluigi Di Tella, di alcuni brani musicali. Per evocare il periodo storico narrato sono stati suonati: “Và pensiero” dall’opera Nabucco di Giuseppe Verdi, “Nessun dorma” dalla Turandot di Giacomo Puccini e “Il canto degli Italiani”; l’inno nazionale composto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro. 
Mario Proli ha ricordato che al momento dell’unificazione dell’Italia, nel 1861, l’economia romagnola si basava fondamentalmente sull’agricoltura. L’artigianato e il commercio erano spesso determinati dalle attività che si svolgevano in campagna. A Forlì nell’agricoltura erano occupate 12.000 persone, oltre ai 2.500 braccianti o giornalieri che vivevano nelle frazioni; 14.500 persone in totale. La popolazione forlivese ammontava a 37.684 persone: 15.329 abitanti in città, 22.352 in campagna. In questo contesto Aurelio Saffi e del Partito Repubblicano, nato proprio in Romagna, iniziarono a fare molti proseliti e a diventare i perni sui quali ruotava la vita cittadina. La situazione che si creò a Forlì è stata descritta dal prefetto Tito De Amicis, fratello del più noto Edmondo autore del notissimo libro “Cuore”, che ricoprì l’alta carica dal 1884 al 1889, in questo modo: “I Repubblicani vogliono fare i loro interessi all’ombra della monarchia, prevalere colle elezioni politiche e amministrative, nelle amministrazioni comunali e delle opere pie, negli istituti popolari di credito e dovunque si possa esercitare una proficua presenza. A Forlì, soprattutto il partito ha un’organizzazione solidissima. Il Circolo Mazzini, al quale sono affiliate le associazioni minori, il Municipio, tutte le Opere Pie, la Banca Popolare, la Fratellanza Operaia, la Società Anonima Cooperativa per la costruzione di case per gli operai sono tutte istituzioni collegate e dirette con un solo concetto, che soddisfano moltissimi bisogni […] e tengono vive molte speranze; per diventare qualche cosa; per riuscire, per ottenere, bisogna rivolgersi a loro ed essere loro devoti”. Poi aggiunse, maliziosamente: “Così chi non è repubblicano per convinzione lo diventa per interesse e procura”.
Una situazione che perdurò fino alla conquista, avvenuta in modo violento, del potere da parte dei fascisti che a Forlì imposero, nel 1922, le dimissioni al sindaco repubblicano e alla giunta comunale. Ma la tradizione repubblicana dei Forlivesi non fu piegata dal regime tanto che nel dopoguerra il partito, che era stato di Giuseppe Mazzini e di Aurelio Saffi, ebbe un ruolo vitale per oltre un cinquantennio.

Nella foto Mario Proli, Pierluigi Di Tella e Foster Lambruschi 


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Marco Viroli

Marco Viroli

Scrittore, giornalista pubblicista e copywriter, è nato a Forlì nel 1961. Laureato in Economia e Commercio, nel suo curriculum vanta una pluriennale esperienza di direzione artistica e organizzazione eventi (mostre d’arte, reading, concerti, spettacoli, incontri con l’autore, ecc.) per conto di imprese ed enti pubblici. Dal 2006 al 2008 ha curato le rassegne “Autori sotto la torre” e “Autori sotto le stelle” e, a cavallo tra il 2009 e il 2010, si è occupato di relazioni esterne per una fondazione di arte contemporanea. Tra il 2010 e il 2014 ha collaborato con “Cervia la spiaggia ama il libro” (la più antica manifestazione di presentazioni d’autori in Italia) e con “Forlì nel Cuore”, promotrice degli eventi che si svolgono nel centro della città romagnola. Dal 2004 è scrittore e editor per la casa editrice «Il Ponte Vecchio» di Cesena. Autore di numerose prefazioni, dal 2010 cura la rubrica settimanale “mentelocale” sul free press settimanale «Diogene», di cui, dal 2013, è diventato direttore responsabile. Nel 2013 e nel 2014, ha seguito come ufficio stampa le campagne elettorali dei candidati del Partito Democratico Gabriele Zelli e Davide Drei, divenuti poi rispettivamente sindaci di Dovadola (FC) e Forlì. Nel 2019 ha supportato come ufficio stampa la campagna elettorale di Paola Casara, candidata della lista civica “Forlì cambia” al consiglio comunale di Forlì, centrando anche in questo caso l’obiettivo. Dal 2014 è addetto stampa di alcune squadre di volley femminile romagnole (Forlì e Ravenna) che hanno militato nei campionati di A1, A2 e B. Come copywriter freelance ha collaborato con alcune importanti aziende locali e nazionali. Dal 2013 al 2016 è stato consulente di PubliOne, agenzia di comunicazione integrata, e ha collaborato con altre agenzie di comunicazione del territorio. Dal 2016 al 2017 è stato consulente di MCA Events di Milano e dal 2017 collabora con Librerie.Coop. Dal 2017 è consulente Ufficio Stampa ed Eventi della catena Librerie.Coop, con sede a Bologna. È vicepresidente dell’associazione culturale Direzione 21 che da cinque anni organizza la manifestazione “Dante. Tòta la Cumégia”, volta a valorizzare il ruolo di Forlì come città dantesca e che culmina ogni anno con la lettura integrale della Divina Commedia. Nel 2003 ha pubblicato la prima raccolta di versi, Se incontrassi oggi l’amore. Per «Il Ponte Vecchio» ha dato alle stampe Il mio amore è un’isola (2004) e Nessun motivo per essere felice (foto di N. Conti, 2007). Suoi versi sono apparsi su numerose antologie, tra cui quelle dedicate ai Poeti romagnoli di oggi e… («Il Ponte Vecchio», 2005, 2007, 2009, 2011, 2013), Sguardi dall’India (Almanacco, 2005) e Senza Fiato e Senza Fiato 2 (Fara, 2008 e 2010). I suoi libri di maggior successo sono i saggi storici pubblicati con «Il Ponte Vecchio»: Caterina Sforza. Leonessa di Romagna (2008), Signore di Romagna. Le altre leonesse (2010), I Bentivoglio. Signori di Bologna (2011), La Rocca di Ravaldino in Forlì (2012). Nel 2012 è iniziato il sodalizio con Gabriele Zelli con il quale ha pubblicato: Forlì. Guida alla città (foto di F. Casadei, Diogene Books, 2012), Personaggi di Forlì. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2013), Terra del Sole. Guida alla città fortezza medicea (foto di F. Casadei, Diogene Books, 2014), I giorni che sconvolsero Forlì («Il Ponte Vecchio», 2014), Personaggi di Forlì II. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2015), Fatti e Misfatti a Forlì e in Romagna («Il Ponte Vecchio», 2016), Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna volume 2 («Il Ponte Vecchio», 2017); L’Oratorio di San Sebastiano. Gioiello del Rinascimento forlivese (Tip. Valbonesi, 2017), Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna, vol. 3 («Il Ponte Vecchio», 2018). Nel 2014, insieme agli storici Sergio Spada e Mario Proli, ha pubblicato per «Il Ponte Vecchio» il volume Storia di Forlì. Dalla Preistoria all’anno Duemila. Nel 2017, con Castellari C., Novara P., Orioli M., Turchini A., ha dato alle stampe La Romagna dei castelli e delle rocche («Il Ponte Vecchio»). Nel 2018 ha pubblicato, con Marco Vallicelli e Gabriele Zelli., Antiche pievi. A spasso per la Romagna, vol.1 (Ass. Cult. Antica Pieve, 2018), cui ha fatto seguito nel 2019, con gli stessi coautori, Antiche pievi. A spasso per la Romagna, vol.2 (Ass. Cult. Antica Pieve, 2018). Nel 2019, ha pubblicato con Flavia Bugani e Gabriele Zelli Forlì e il Risorgimento. Itinerari attraverso la città, foto di Giorgio Liverani, (Edit Sapim, 2019). È inoltre autore delle monografie industriali: Caffo. 1915-2015. Un secolo di passione (Mondadori Electa, 2016) e Bronchi. La famiglia e un secolo di passione imprenditoriale (Ponte Vecchio, 2016). 

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