Le foto dell’inaugurazione della mostra “Vibrazioni” al Conad Stadium di Forlì

Sei gli artisti che sono rappresentati con una sessantina di opere: oltre allo stesso Bertolino, espongono Fabio Blaco, Gino Erbacci, Graziella Giunchedi, Mauro Maltoni e Miria Malandri. Si tratta di un anniversario importante per questa attività: la prima edizione di questa inusuale rassegna d’arte contemporanea, che trasporta quadri e sculture fra gli scaffali dei prodotti di largo consumo, andò in scena infatti nel 2010.

Note del curatore

Esiste una specie di matematica del colore, per la quale quest’ultimo vive non soltanto in se’ ma, soprattutto, attraverso una fitta rete di relazioni che, per esempio in urbanistica, lo condurranno a fare i conti con la natura del luogo, la trasparenza dell’aria e del mare, con la vegetazione domesticata e spontanea; in Kandinski i colori sono sottolineati da talune forme e smorzati da altri.
Colori acuti acquistano un suono più acuto quando risultano associati ad una forma acuta, come per esempio il giallo per il triangolo.
Colori che tendono all’approfondimento vedono questa tendenza accentuata da forme tondeggianti, come il blu con il cerchio.
Identico principio vale per la musica collegata alle altezze sonore degli strumenti da cui traggono origine alcune partiture cromatiche di Borodin, di Korsakov, di Schoenberg.

I colori emettono VIBRAZIONI hanno senso e significato.
Sono sapientemente disseminati nel territorio.

La Rassegna di arte contemporanea del 2019, presso il Conad Stadium di Forlì, Italia, VIBRAZIONI, vuole mettere in evidenza l’importanza del colore in genere ma soprattutto nella stesura di un’ opera.
Gli artisti Giuseppe Bertolino, Graziella Giunchedi, Mauro Maltoni, Fabio Blaco, Gino Erbacci, Miria Malandri, presentano circa 60 opere allocate, fra la frutta e la verdura.

Le opere infatti saranno esposte fra le scaffalature del supermercato Conad Stadium di Forlì a partire dal 3 dicembre 2019 e sino al 7 gennaio 2020.

L’arte al supermercato.

La rassegna del Conad Stadium è un appuntamento fisso nel panorama delle mostre nazionali.
Da diversi anni l’esposizione desta curiosità ed interesse.
I visitatori del Conad che si recano per fare la spesa, sono incuriositi prima, e poi attratti, conquistati dalle opere in mostra. Anche quest’anno la grande solidarietà e sensibilità del direttore e socio Conad stadium Federico Fattini ha permesso la realizzazione dell’evento artistico.
Un ricordo particolare con grande emozione va ad un artista che nelle ultime edizione della nostra Rassegna di arte contemporanea, ha esposto, Angelo Ranzi, scomparso poche settimane fa. Un maestro che con la sua onestà, con i suoi modi garbati e la sua arte ha contribuito al successo dell’arte al supermercato. Grazie Angelo.

Arte al supermercato è anche una esposizione di alberi di Natale. Alberi di grandi dimensioni in legno saranno allestiti dagli artisti Graziella Giunchedi, Fabio Blaco, Giuseppe Bertolino, un albero realizzato da più artisti e quest’anno gli alunni della scuola Arcobaleno con cento dipinti allestiranno un albero.

Note biografiche degli artisti

Giuseppe Bertolino Partendo dall’originaria raffigurazione naturalistica, rapidamente passa all’informale, scelta ispirativa e stilistica affascinante e insieme difficile, poiché comporta la rinuncia a quella leggibilità immediata che è propria del figurativo rendendone più facile l’approccio. Nel suo “fare informale” l’artista si dedica allo studio delle potenzialità e capacità espressive e comunicative del colore, che con efficace tenacia indaga e rappresenta, trattandolo in ampi campiture, anche con effetti di suggestiva matericità, talora graduandolo o combinandolo con cromie compatibili.

Miria Malandri Artista incisiva, colta, elegante, raffinata, è enigmatica nella proposizione dell’immagine. La sua pittura, all’apparenza perfettamente leggibile,. in realtà è pensata e ripensata, accuratamente scelta e costruita nella scelta degli elementi compositivi, del loro accostamento e degli effetti luministici, al fine di esprimere sentimenti, emozioni, memorie, in un continuo rimando dalla realtà e al suo doppio (a quanto cioè è dietro ed oltre la realtà). Significativamente la stessa Miria afferma: “Attraverso la finzione la pittura è avventura interiore, ricerca di sé e delle cose”. Da sottolineare anche la grande sapienza tecnica, la padronanza strutturale e la capacità coloristica.

Mauro Maltoni L’artista così descrive il suo percorso. “Sono partito con opere del tutto figurative: paesaggi, nature morte, fiori. Volevo però evadere da questo mondo ed avvertivo la necessità di una pittura quale espressione diretta dell’impulso creativo”. Il passaggio all’informale è stato conseguente. Ne sono caratteristici il ricorso al colore, spesso il bianco sul quale risaltano altri essenziali interventi cromatici, così come il ricorso a suture, lacerazioni, innesti di materiali esterni, in un raffinato equilibrio tra intensità creativa, espressione tecnica e trasmissione comunicativa.

Graziella Giunchedi Graziella ama indagare nel suo animo, nel suo sentire, concretizzando tale indagine attraverso la materia cromatica sempre più vibrante, lontana dall’oggettività naturalistica e trattata ai limiti dell’informale. L’identificazione con l’immagine rappresentata comporta un interrogare se stessa, diviene in altre parole momento esistenziale.
Alla sicurezza, con cui sono raggiunti effetti di potenza, di sintesi formale e di suggestione coloristica, corrisponde l’impalpabile inquietudine che pervade la riflessione interiore.

Gino Erbacci Sin dall’inizio della sua attività, l’artista ha scelto di dipingere il mondo contadino in cui è vissuto negli anni giovanili: oltre ad avvertirlo particolarmente vicino alla sua sensibilità, ha anche inteso conservare la memoria di quella realtà, che un progresso rapidissimo ha reso ormai remota e di attestarne non solo le difficoltà, la fatica, i sacrifici, l’indigenza, ma anche i valori saldi, autentici, di umana solidarietà, di profonda dignità, di rispetto per la terra e per gli animali, veri compagni di vita e di fatica. Al bel figurativo della rappresentazione corrispondono una commossa partecipazione ed un affetto venato di rimpianto, un intimo spirito elegiaco, che nelle opere dei decenni più recenti ha indotto Erbacci ad accentuare i valori lirici e simbolici, ricorrendo, a questo copo, ad una maggiore complessità strutturale e all’uso di colori soffusi, sfumati e frequentemente al chiaroscuro.
Continuo e ininterrotto, peraltro, prosegue l’impegno di Erbacci di approfondimento e perfezionamento e la conseguante volontà di misurarsi anche con altre tematiche, ad attestare il suo amore per l’arte, l’inalterato entusiasmo, la tenacia nel perseguire i propri ideali. Una pittura, dunque, che è, nel contempo, testimonianza, poesia, partecipazione, immagine di un carattere schietto, onesto, limpido, a cui sono connaturati un radicato pudore dei sentimenti ed un profondo rispetto umano.

Fabio Blaco Fotoreporter da più di vent’anni per il Corriere Romagna, ha collaborato e collabora con, tra le altre, Rai, Cnn e National Geographic. Appassionato di storia locale, corre molto, pedala soprattutto in salita e si sforza di sorridere quando gli chiedono: ‘Me la fai anche col telefonino?’.

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