Villafranca di Forlì: successo per la presentazione del libro di Elio Ruffilli “Al dismarì d’ Magalòt”

La presentazione del libro “Al dismarì d’ Magalòt” di Elio Ruffilli, avvenuta sabato 15 giugno 2019 nell’ambito della manifestazione promossa dal Comitato di Quartiere di Villafranca e dall’Associazione “Il Palazzone”, ha destato notevole interesse fra le oltre 150 persone presenti. 

Infatti l’aver raggruppato in un unico volume la produzione poetica in dialetto romagnolo di Ruffilli è un evento degno di essere messo in risalto. 
“L’autore si racconta prendendo in considerazione gran parte degli avvenimenti più importanti che gli sono accaduti nel corso della sua vita, scrive Gabriele Zelli nella prefazione del libro, riportando alla luce brandelli di storia di un territorio che vede come epicentro le località di San Martino in Villafranca, Villafranca e che si snoda attraverso la città di Forlì e la Romagna”. 
Ruffilli racconta anche quello che ha caratterizzato e caratterizza, sotto molti aspetti, il nostro territorio. È così che i ricordi vanno, solo per citare alcuni argomenti, dalla frequenza dei primi anni di scuola a Ponte Vico all’esperienza con il Gruppo Folkloristico Balli Tipici Romagnoli del maestro Augusto Fabbri, dalle vicende dell’Associazione Macchine Agricole di Ieri (M.A.D.I.) a Marina, regina della piadina, da Perotto, il venditore ambulante di gelato che negli anni ’60 e 70 “batteva” tutte le frazioni di Forlì, al Consorzio Querzoli, dove si progettavano e costruivano capannoni artigianali e industriali d’avanguardia. 
“Viene in questo modo messa in risalto una Romagna dove ogni famiglia aveva un soprannome e la stessa cosa avveniva per i componenti della famiglia, evidenzia Gabriele Zelli, tanto che Ruffilli rivendica il suo, “Magalòt”, con orgoglio, fino ad arrivare a evidenziare le trasformazioni sociali intervenute, ineludibili e destinate a cambiare la società per sempre. Lo fa con il tono leggero, disincantato, spesso dissacrante, “dla zirudëla”, un componimento poetico in ottonari a rima baciata generalmente in chiave satirica (“Basta arvì un vucabulêri / par savê ch’ l’è in utunéri / cun la rima ch’ l’è baséda, / sinò l’è…’na grân bujéda”, come scrisse Mario Vespignani (1924 – 2015) in un componimento dedicato proprio alla zirudela)”. 
“Molta parte dell’anima nostra è dialetto”; così scrisse il filosofo e scrittore Benedetto Croce (1866 – 1952). Quindi scrivere in dialetto, come ha fatto Ruffilli, conclude Zelli, non significa guardare al passato, ma porre l’accento su un aspetto particolare della cultura della Romagna e del nostro modo di essere che è sempre attuale perché ha una sola e medesima natura e sostanza che fa riferimento alla nostra identità. Certo oggi il dialetto è sempre meno una lingua di comunicazione orale, è diventata in qualche modo una lingua settoriale, individuando, peraltro, come suo campo principale di utilizzo proprio il campo letterario, come la poesia, il sonetto, la “zirudella”, cioè lo strumento dedicato per antonomasia all’esplorazione dell’io, e quindi dell’identità”. 
Elio “Magalòt” Ruffilli ne ha fornito una prova ulteriore che, sono certo, non sarà solo ad uso familiare, o per agli amici, ma saranno molti altri ad avere “alsir”, cioè tempo libero, tempo disponibile, per leggere le sue zirudelle, perché “agl’ j è una guduria” (sono un divertimento).

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Marco Viroli

Marco Viroli

Scrittore, giornalista pubblicista e copywriter, è nato a Forlì nel 1961. Laureato in Economia e Commercio, nel suo curriculum vanta una pluriennale esperienza di direzione artistica e organizzazione eventi (mostre d’arte, reading, concerti, spettacoli, incontri con l’autore, ecc.) per conto di imprese ed enti pubblici. Dal 2006 al 2008 ha curato le rassegne “Autori sotto la torre” e “Autori sotto le stelle” e, a cavallo tra il 2009 e il 2010, si è occupato di relazioni esterne per una fondazione di arte contemporanea. Tra il 2010 e il 2014 ha collaborato con “Cervia la spiaggia ama il libro” (la più antica manifestazione di presentazioni d’autori in Italia) e con “Forlì nel Cuore”, promotrice degli eventi che si svolgono nel centro della città romagnola. Dal 2004 è scrittore e editor per la casa editrice «Il Ponte Vecchio» di Cesena. Autore di numerose prefazioni, dal 2010 cura la rubrica settimanale “mentelocale” sul free press settimanale «Diogene», di cui, dal 2013, è diventato direttore responsabile. Nel 2013 e nel 2014, ha seguito come ufficio stampa le campagne elettorali dei candidati del Partito Democratico Gabriele Zelli e Davide Drei, divenuti poi rispettivamente sindaci di Dovadola (FC) e Forlì. Nel 2019 ha supportato come ufficio stampa la campagna elettorale di Paola Casara, candidata della lista civica “Forlì cambia” al consiglio comunale di Forlì, centrando anche in questo caso l’obiettivo. Dal 2014 è addetto stampa di alcune squadre di volley femminile romagnole (Forlì e Ravenna) che hanno militato nei campionati di A1, A2 e B. Come copywriter freelance ha collaborato con alcune importanti aziende locali e nazionali. Dal 2013 al 2016 è stato consulente di PubliOne, agenzia di comunicazione integrata, e ha collaborato con altre agenzie di comunicazione del territorio. Dal 2016 al 2017 è stato consulente di MCA Events di Milano e dal 2017 collabora con Librerie.Coop. Dal 2017 è consulente Ufficio Stampa ed Eventi della catena Librerie.Coop, con sede a Bologna. È vicepresidente dell’associazione culturale Direzione 21 che da cinque anni organizza la manifestazione “Dante. Tòta la Cumégia”, volta a valorizzare il ruolo di Forlì come città dantesca e che culmina ogni anno con la lettura integrale della Divina Commedia. Nel 2003 ha pubblicato la prima raccolta di versi, Se incontrassi oggi l’amore. Per «Il Ponte Vecchio» ha dato alle stampe Il mio amore è un’isola (2004) e Nessun motivo per essere felice (foto di N. Conti, 2007). Suoi versi sono apparsi su numerose antologie, tra cui quelle dedicate ai Poeti romagnoli di oggi e… («Il Ponte Vecchio», 2005, 2007, 2009, 2011, 2013), Sguardi dall’India (Almanacco, 2005) e Senza Fiato e Senza Fiato 2 (Fara, 2008 e 2010). I suoi libri di maggior successo sono i saggi storici pubblicati con «Il Ponte Vecchio»: Caterina Sforza. Leonessa di Romagna (2008), Signore di Romagna. Le altre leonesse (2010), I Bentivoglio. Signori di Bologna (2011), La Rocca di Ravaldino in Forlì (2012). Nel 2012 è iniziato il sodalizio con Gabriele Zelli con il quale ha pubblicato: Forlì. Guida alla città (foto di F. Casadei, Diogene Books, 2012), Personaggi di Forlì. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2013), Terra del Sole. Guida alla città fortezza medicea (foto di F. Casadei, Diogene Books, 2014), I giorni che sconvolsero Forlì («Il Ponte Vecchio», 2014), Personaggi di Forlì II. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2015), Fatti e Misfatti a Forlì e in Romagna («Il Ponte Vecchio», 2016), Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna volume 2 («Il Ponte Vecchio», 2017); L’Oratorio di San Sebastiano. Gioiello del Rinascimento forlivese (Tip. Valbonesi, 2017), Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna, vol. 3 («Il Ponte Vecchio», 2018). Nel 2014, insieme agli storici Sergio Spada e Mario Proli, ha pubblicato per «Il Ponte Vecchio» il volume Storia di Forlì. Dalla Preistoria all’anno Duemila. Nel 2017, con Castellari C., Novara P., Orioli M., Turchini A., ha dato alle stampe La Romagna dei castelli e delle rocche («Il Ponte Vecchio»). Nel 2018 ha pubblicato, con Marco Vallicelli e Gabriele Zelli., Antiche pievi. A spasso per la Romagna, vol.1 (Ass. Cult. Antica Pieve, 2018), cui ha fatto seguito nel 2019, con gli stessi coautori, Antiche pievi. A spasso per la Romagna, vol.2 (Ass. Cult. Antica Pieve, 2018). Nel 2019, ha pubblicato con Flavia Bugani e Gabriele Zelli Forlì e il Risorgimento. Itinerari attraverso la città, foto di Giorgio Liverani, (Edit Sapim, 2019). È inoltre autore delle monografie industriali: Caffo. 1915-2015. Un secolo di passione (Mondadori Electa, 2016) e Bronchi. La famiglia e un secolo di passione imprenditoriale (Ponte Vecchio, 2016). 

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