Signor Rossi: destra e sinistra esistono ancora. Per fortuna

Non condivido la posizione del candidato appoggiato dal centrodestra che le considera categorie superate

Dunque, sabato sarà il giorno in cui  (finalmente) Andrea Rossi, patron del Verdi, presenterà la sua candidatura. Lo ha scritto ieri Il Resto del Carlino che dimostra di essere molto informato su quello che ruota attorno alla compagine di centrodestra. Andrea Alessandrini, autore dell’articolo, scrive che Rossi da due mesi lavora al programma e da un paio di settimane ha cominciato il confronto con i partiti di centrodestra. E continua: pur avendo rimarcato in più occasioni di essere apartitico e che il suo progetto va oltre la sinistra e la destra, categorie che il consulente aziendale e imprenditore cesenate considera superate.

Andrea Rossi

Non sono d’accordo. Non lo sono mai stato. E continuo a dissentire. Così come, in passato, ho sempre fatto con Denis Ugolini, che è il vero depositario dello slogan “Oltre la destra e oltre la sinistra”. Lui però parlava di ambito locale perché “ci sono progetti che non sono né di destra, né di sinistra”. Rossi, invece, va oltre, parla “di categorie superate”. Sono anziano e probabilmente perdo dei colpi,  ma mi verrebbe da chiedergli: ma in che mondo vive?

Io resto della mia idea: destra e sinistra continueranno ad esistere (per fortuna), come continueranno ad esistere keynesiani e liberisti, oppure i progressisti e i conservatori. Anxi, credo che ora queste  differenze siano ancora  più evidenti. Questo senza che uno debba demonizzare l’altro e che iniziative di sinistra non siano giuste per la destra o viceversa. Ad esempio, un buon bilancio non è né di destra e né di sinistra. I numeri sono freddi. Gli indici di copertura non hanno colore. Ma, quando si tratta di fare scelte strategiche sono le culture che contano. E, ribadisco, per fortuna.


Qualcuno mi potrebbe obiettare che anche la Dc, per non parlare del vecchio pentapartito, di fatto era il centro che faceva la politica dei due forni. Vero, ma fino ad un certo punto: non a caso quello si è sempre definito centrosinistra. Noi anziani lo ricordiamo. Ecco, io avrei capito se Rossi avesse detto: sono un centrista che guarda a destra. Noi avrei condiviso la sua posizione, ma l’avrei apprezzata. Invece ridurre la politica a un contratto non mi piace. Non mi piaceva in passato e mi piace ancora meno adesso, periodo nel quale stanno crescendo i consensi nei confronti di forze politiche che stanno sempre di più marcando proprio la differenza fra destra e sinistra.

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Davide Buratti

Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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