Forlì: in Romagna con Leonardo da Vinci

Conferenza di Davide Gnola per il Centro di Cultura Romagnola E' Racoz


Sabato 23 febbraio 2019, alle ore 16.00, presso il Circolo della Scranna, corso Garibaldi 80, Forlì, per la rassegna “I pomeriggi de’ Racoz” si svolgerà un incontro con Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria di Cesenatico, che terrà una conferenza su “Leonardo da Vinci in Romagna: il viaggio del 1502 al servizio di Cesare Borgia”. Durante il corso del suo intervento il relatore proietterà immagini relative ai disegni e schizzi che Leonardo realizzò nelle città romagnole dove fu ospite.
Introdurrà l’iniziativa Gabriele Zelli con annotazioni storiche su “Forlì nel 1502 dal Rinascimento allo Stato Pontificio”. Coordinerà l’incontro Marino Monti, Minestar del Centro di Cultura Romagnola E’ Racoz. Ingresso libero.
Nel 1502 Cesare Borgia, che ha appena conquistato il Ducato di Romagna con l’appoggio del papa Alessandro VI e del re di Francia Luigi XII, si rivolse a Leonardo da Vinci, che aveva già potuto conoscere e apprezzare a Milano, e gli affidò l’incarico di verificare le fortificazioni e le infrastrutture strategiche dei nuovi possedimenti e progettare eventuali miglioramenti. Leonardo si mise in viaggio e con la carica di “Architecto et Ingegnero Generale” si recò da Pesaro verso Rimini, giungendovi l’8 agosto 1502.
A Rimini ebbe la possibilità di ammirare, fra l’altro, la Fontana detta della Pigna (allora in Piazza dell’Arengo, oggi in Piazza Cavour) e osservare l’acqua scrosciare. Cosi ne descrisse l’effetto armonioso nei suoi appunti: “Fassi un’armonia colle diverse cadute d’acqua, come vedesti alla fonte di Rimini, come vedesti addì 8 d’agosto 1502”. Leonardo notò i suoni diversi prodotti dalle diverse cadute d’acqua che sgorgano dalla fontana e si propose di studiare, in seguito, il modo di realizzare su questo principio una sorta di organo idraulico, in cui i suoni siano prodotti e modulati dalle variazioni di caduta dei zampilli d’acqua da diverse altezze e tubi di diverso diametro.
Da Rimini Leonardo raggiunse la vicina Cesena in occasione della festa di San Lorenzo. Nelle intenzioni di Cesare Borgia, Cesena, doveva essere ingrandita e abbellita per farne la sede della sua corte. In quella che oggi è Piazza del Popolo, Leonardo compì rilievi delle mura e delle fortificazioni. La massiccia cortina muraria del fronte meridionale della Rocca Nuova fu modificata nel 1503 con la realizzazione di mura dette “alla franzoza” per fronteggiare le nuove tecniche d’assedio, parare i colpi sempre più devastanti delle armi da fuoco pesanti e avere il controllo diretto del territorio antistante. Questo ingegnoso sistema di difesa, conservato ancora sugli spalti della Rocca, potrebbe essere stato approvato da Leonardo stesso. Se non altro è interessante notare come la forma assunta dalle feritoie per l’artiglieria sia la stessa dei disegni leonardeschi.
Ai primi di settembre del 1502 Leonardo si spostò a Cesenatico. Il Porto Canale, anche se sarebbe più appropriato definirlo porticciolo per le dimensioni, di origini trecentesche, tendeva ad insabbiarsi all’imboccatura (come avviene ancora oggi ndr). Si deve a Leonardo un prezioso rilievo di tutta l’asta dell’infrastruttura e un disegno a volo d’uccello, realizzato da un punto di osservazione posto in elevato. Molto probabilmente salì in cima al faro per potere vedere meglio la struttura e suggerire interventi migliorativi. Dai disegni si possono individuare le indicazioni del maestro, come modificare l’orientamento e la lunghezza delle singole palizzate e ampliare i bacini collegati, affinché l’acqua del mare potesse entrare e accumularsi, bloccata da paratie mobili, per poi defluire con rapidità durante le basse maree e col deflusso tener libero l’ingresso del porto.
Il progetto rimase sulla carta, ma le porte “vinciane” realizzate diversi anni fa per contenere l’alta marea quando il mare è in burrasca sono state progettate secondo le ispirazioni leonardesche.
Da Cesenatico Leonardo si trasferì a Faenza. Una precisa testimonianza è data dal disegno che fece del Duomo (in Piazza della Libertà). Sicuramente rimase affascinato dalla maestosità del luogo di culto a tal punto da farne ricordo sui suoi taccuini di viaggio.
Il soggiorno più lungo di Leonardo fu però a Imola, dove si fermò fino a dicembre. La città in quel periodo era un vero e proprio campo militare, dove Cesare Borgia aveva raccolto armi e uomini a migliaia. Leonardo percorse con i suoi aiutanti strade e quartieri, disegnando mura e congegni.
Fausto Mancini, autore di un importante saggio sui documenti topografici di Leonardo in Romagna, sostiene che gli schizzi relativi ad Imola individuano tutte le aree aperte, fossero piazze o prati o terrapieni, e ciò conferma il convincimento che furono redatti per indicare a Cesare Borgia le zone in cui potevano essere dislocati i reparti di truppe che dovevano sostare e che dovevano transitare per la città.
Tra i frutti più preziosi del suo soggiorno imolese occorre ricordare la pianta della città, ora conservata presso la Royal Library del castello inglese di Windsor.

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Marco Viroli

Marco Viroli

Marco Viroli, operatore culturale, scrittore, copywriter, giornalista pubblicista, è nato a Forlì, martedì 19 settembre 1961. Laureato in Economia e Commercio, nel suo curriculum vanta una pluriennale esperienza di direzione artistica e organizzazione eventi. Dal 2006 al 2008 ha curato le rassegne “Autori sotto la torre” e “Autori sotto le stelle” e, a cavallo tra il 2009 e il 2010, si è occupato di relazioni esterne per una fondazione di arte contemporanea. Tra il 2010 e il 2014 ha collaborato con “Cervia la spiaggia ama il libro” e con “Forlì nel Cuore”. Autore di numerose prefazioni, dal 2010 cura la rubrica settimanale “mentelocale” su «Diogene», di cui, dal 2013, è direttore responsabile. Nel 2013 e nel 2014, ha seguito come ufficio stampa rispettivamente le campagne elettorali degli attuali sindaci di Dovadola (FC) e Forlì. Dal 2013 collabora con l’agenzia di comunicazione integrata PubliOne, inoltre tra il 2014 e il 2016 è stato addetto stampa della squadra di volley femminile forlivese, che milita nei campionati nazionali di serie A. Nel 2003 ha pubblicato la prima raccolta di versi, "Se incontrassi oggi l’amore". Per «Il Ponte Vecchio» ha dato alle stampe "Il mio amore è un’isola" (2004) e "Nessun motivo per essere felice" (2007). Suoi versi sono apparsi su numerose antologie, tra cui quelle dedicate ai "Poeti romagnoli di oggi e…" («Il Ponte Vecchio», 2005, 2007, 2009, 2011, 2013), "Sguardi dall’India" (Almanacco, 2005) e "Senza Fiato" e "Senza Fiato 2" (Fara, 2008 e 2010). I suoi libri di maggior successo sono i saggi storici pubblicati con «Il Ponte Vecchio»: "Caterina Sforza. Leonessa di Romagna" (2008), "Signore di Romagna. Le altre leonesse" (2010), "I Bentivoglio. Signori di Bologna" (2011), "La Rocca di Ravaldino in Forlì" (2012). Nel 2012 è iniziato il sodalizio con Gabriele Zelli con il quale ha pubblicato: "Forlì. Guida alla città" (Diogene Books, 2012), "Personaggi di Forlì. Uomini e donne tra Otto e Novecento" («Il Ponte Vecchio», 2013), "Terra del Sole. Guida alla città fortezza medicea" (Diogene Books, 2014), "I giorni che sconvolsero Forlì" («Il Ponte Vecchio», 2014), "Personaggi di Forlì II. Uomini e donne tra Otto e Novecento" («Il Ponte Vecchio», 2015). Nel 2014, insieme agli storici Sergio Spada e Mario Proli, ha pubblicato per «Il Ponte Vecchio» il volume "Storia di Forlì. Dalla Preistoria all’anno Duemila". Il suo sito internet è www.marcoviroli.com. 

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