Chi lascia i 5Stelle non sa dove andare

Dopo il voto in Abruzzo studio molto interessante della Swg. Tredici pagine che i partiti dovrebbero studiare molto bene

I 5Stelle bocciati, ma non c’è una proposta alternativa in grado di attirare gli scontenti. È quello che emerge dall’ultimo studio Swg, fatto all’indomani delle elezioni abruzzesi. Tredici pagine che le forze politiche dovrebbero analizzare con moltissima attenzione.

La prima scheda è titolata “Centrosinistra e Lega crescono a scapito di M5S”. Il confronto è fra le politiche del marzo scorso e le regionali di domenica. Nel 2018 in Abruzzo i pentastellati presero il 39,9. Ebbene, emerge che domenica scorsa il 32,6 ha confermato il voto ai 5Stelle; il 46,3 non ha votato; il 10,2 ha scelto la Lega; il 9,7 ha optato per il Pd o una lista di centrosinistra; l’1,2 ha votato altri partiti.

Insomma, il segnale è molto chiaro. Non è vero, come è stato detto, che la Lega ha  cannibalizzato il voto grillino. Gli scontenti si sono nascosti nell’astensione in attesa che ci sia una proposta che li possa soddisfare. E, mi verrebbe da dire, se non sono andati con il Carroccio questo giro è più difficile che ci vadano in futuro. Ma, vediamo nel dettaglio, come è andato il voto.

Lega. Vediamo come è composto il 27,5 per cento ottenuto in terra abruzzese. Il confronto è sempre con le politiche 2018. Il 49 per cento aveva già votato Lega; il 15,8 non aveva votato; il 20,2 sono ex 5Stelle; l’11,1 arriva da Forza Italia; il 3,9 aveva votato altri partiti. Il dato più rilevante mi pare essere la capacità di attrazione verso chi non aveva votato.

Pd. O, meglio dire, il centrosinistra. È passato dal 20,2 di un anno da al 30,6. Degli elettori attuali il 60,8 un anno fa aveva votato centrosinistra; l’8,5 non aveva votato; il 16,9 sono ex 5Stelle; l’8,4 arriva da Forza Italia; il 5,4 aveva votato per altri partiti. È fuori di dubbio che sia  stata fondamentale l’alleanza.

Forza Italia. È scesa dal 14,5 al 9,1. Il 41,9 ha confermato il voto agli azzurri; il 25,9 non ha votato; il 15,3 ha scelto la Lega; il 13 ha optato per il centrosinistra; il 3,9 ha votato altri partiti. Mi pare ci sia trasversalità nella fuga di consensi.

È però molto interessante notare la scelta fatta dalle diverse generazioni.

Generazione 2. È grosso il bacino di astenuti. Non ha votato il 68 per cento. Chi lo ha fatto ha scelto: 5Stelle 35 per cento; Lega 31; Pd sei; Forza Italia sei.

Millennials. Astenuti il 45 per cento. Gli altri: 5Stelle 20; Lega 19; Pd otto: Forza Italia tre.

Baby boomers. Astenuti sessanta per cento. Gli altri: Lega 33; Forza Italia 19; 5Stelle 16; Pd 13.

Operai. Astenuti 52 per cento. Gli altri: Lega 38: 5Stelle 36; Pd 12; Forza Italia tre.

Disoccupati. Astenuti sessanta per cento. Gli altri: 5Stelle 43; Lega 35; Pd nove; Forza Italia due.

Intenzioni di voto. L’ultima pagina è riservata alle intenzioni di voto a livello nazionale. Lega 33,8; 5Stelle 23,3; Pd 17,5; Forza Italia 8,5; Fratelli d’Italia 4,6; + Europa 3,1; Mdp e altri di sinistra 2,7; Potere al Popolo 2,4; Verdi uno; altri partiti (liste sotto l’un per cento) 3,1; non si esprime 32,2.

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Davide Buratti

Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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