“E’ pèn dé mond”, omaggio alla Romagna, alla sua storia e ai suoi personaggi: applausi per il docufilm a Villa La Rotonda

Oltre 120 ospiti a Savignano per la proiezione dell’opera della regista romana Gaia Ceriana Franchetti, discendente dai Guidi di Bagno
La serata è stata organizzata dal Rotary Club Valle del Rubicone
Durante la Seconda guerra mondiale la Wermacht trasformò Villa La Rotonda a Savignano in ospedale per le milizie tedesche e la splendida dimora neoclassica di proprietà dei Guidi di Bagno subì i pesanti bombardamenti degli Alleati. Ieri sera le porte della villa sono state riaperte dalla famiglia per raccontare quella storia, che si intreccia con le vicende dell’Italia del ‘900, della Romagna e dei suoi personaggi. L’occasione è stata la proiezione di E pèn dé mond – Il pane del mondo”, l’applaudito film documentario della regista romana Gaia Ceriana Franchetti, nipote di Guelfo di BagnoOltre 120 ospiti hanno partecipato alla serata, organizzata dal Rotary Club Valle del Rubicone.
Da Rimini a Ravenna, passando per Montebello, Savignano, San Mauro Pascoli, Forlì, Casola Valsenio, Bellaria, Cesenatico, l’entroterra e il mare, in “E pèn dé mond” la regista incontra e dà voce ai romagnoli e alle loro storie, in un itinerario dell’anima tra luoghi e persone, ricordi e presente. Ne nasce un documentario corale sulla Romagna e i suoi tratti distintivi, da Pascoli al liscio, dal passaggio della Linea Gotica e la Resistenza alla grinta imprenditoriale.
Fra le tante testimonianze, accanto a Guelfo di Bagno, anche quella dello scrittore Cristiano Cavina, dell’artista Luigi Ontani, del partigiano Valter “Tabac” Vallicelli, dell’impenditore Giuseppe Zanotti, del compianto storico Alberto Casadei, di Elio Raboni della Rubiconia Accademia dei Filopatridi.
Gaia Ceriana Franchetti è nata a Buonconvento (Siena). Laureata in Filosofia all’università “La Sapienza” di Roma, negli anni Settanta lavora nel cinema e nella pubblicità come assistente casting director e assistente alla regia in produzioni americane a Roma. Dal 1975 inizia a realizzare documentari come regista indipendente, distribuiti da Rai Uno, Rai Due, Aljazeera Asia, Cinemateca di Algeri e NDTV India.
Dal 1985 al 1993 è presidente dell’Associazione Italia-India. Nel 1995 crea Indoroman, per la raccolta e l’utilizzo delle stoffe ancora prodotte con telaio manuale tra il Mediterraneo e l’India, un’eredità tessile da difendere e diffondere.
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