Lugaresi salvagente di Lucchi

Se non salverà la squadra, il presidente più allunga i tempi maggiori alibi concede al sindaco

Partono i saldi, ci sono le strategie dell’Amadori, si aspetta di conoscere il nuovo volto gestionale della Trevi, Olidata cerca il rilancio. Nonostante l’arrivo della stagione più calda l’economia cesenate continua ad essere in fermento. Ma tutto è oscurato dalla crisi del Cesena calcio. Ora non si parla d’altro. Si interessa anche chi non è proprio in appassionato di calcio. Sui social è finita in secondo piano anche piazza della Libertà.

Come finirà la telenovela bianconera è un grande punto interrogativo. Così, a naso, mi verrebbe da dire che l’ipotesi più probabile è che si ripartirà dalla serie D. Dall’altra parte però c’è Lugaresi che, legittimamente, non molla. Anche se da l’impressione di avere in mano una scatola sempre più vuota. Spesso, poi, sembra di essere di fronte all’accanimento terapeutico. Vedremo se la sua sarà una posizione giustificata.

 

Una cosa però è certa: Lugaresi forse non sta facendo un gran regalo alla città, ma lo fa al sindaco. Anche se non è nelle sue intenzioni, è diventato il principale alleato di Lucchi.

In questa partita il primo cittadino si sta muovendo molto bene. Fra l’altro ha messo l’opposizione in un angolo e, in una partita così delicata e importante, è politicamente pericoloso non toccare palla.

 

Lucchi, invece, ha scelto l’unica strategia possibile: stare dalla parte dei tifosi. Del resto non poteva fare altrimenti. Non perché Lugaresi lo ha criticato, ma perché in questo momento deve preoccuparsi solo di una cosa: cercare di creare il presupposto per dare continuità al calcio cittadino nel caso il Cesena calcio sia costretto ad alzare bandiera bianca. E, fino ad ora, il sindaco non pare aver sbagliato una mossa. A partire dal coinvolgimento diretto dei tifosi che, di certo, apprezzano il modo di fare. Poi, è chiaro, verrà giudicato soprattutto per i risultati che otterrà.

Io credo che ce la farà a costruire una società forte per fare la serie D ad alto livello. E, comunque, ci dovesse riuscire solo in modo parziale, l’alibi glielo sta fornendo Lugaresi. Tenendo il punto, il presidente del Cesena calcio, obbliga a spostare in avanti qualsiasi eventuale tipo di iniziativa alternativa mettendo in grossa difficoltà chi lavora per realizzare quell’obiettivo. Del resto, considerando che oggi è il tre di luglio, di tempo a disposizione non è che ce ne sia moltissimo, soprattutto se consideriamo che fra una ventina di giorni dovrebbe cominciare il ritiro precampionato. In un lasso di tempo molto limitato si dovrebbe costruire la società, scegliere i principali collaboratori (allenatore e manager) e fare la squadra, possibilmente vincente. Una corsa contro il tempo, quasi a fari spenti nella notte. E, se qualcosa non andrà come doveva, la responsabilità ricadrà soprattutto su chi ha obbligato a fare le cose in fretta e furia.

 

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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