Scrutatori di scandali

Chiunque vinca è sempre bello ed emozionante recarsi al seggio. Facendo il percorso a piedi per arrivare alle scuole del paese, le persone si scambiavano saluti e commentavano le file per entrare in cabina.

Il 4 marzo c’era un pallido sole e la neve per terra. Il giorno delle elezioni è sempre, comunque, un giorno di festa della democrazia.

In effetti, il seggio era particolarmente affollato. La mia attenzione è stata subito attirata da un elettore che commentava rumorosamente lo “scandalo”: nella compagine degli addetti all’operazione di voto non erano presenti giovani studenti e disoccupati.

Sono sempre stato un sostenitore della redistribuzione del reddito, ma l’idea mi poneva qualche dubbio: davvero la delicata gestione di un seggio elettorale (che avrebbe iniziato le proprie operazioni di scrutinio dopo le 23) andava affidata a giovani e disoccupati, a prescindere dalla relativa esperienza nello svolgimento di questo delicato compito?

Dopo aver votato, e sperando che ai “privilegiati” di servizio non toccasse fare le 4 del mattino alla ricerca di una scheda smarrita, mi sono diretto verso il bar del paese per degustare piacevolmente un caffè.

Non ho fatto in tempo a ordinare che un altro “informato” cittadino mi ha coinvolto in una discussione fondamentale. Secondo “scandalo” della giornata: le operazioni ai seggi prevedevano la separazione dall’amato telefono-fotografico, seppur per pochi minuti.

Ma c’era di peggio!!! Uomini e donne erano chiamati alternativamente, con due elenchi distinti, a prescindere da chi fosse arrivato prima e messo in coda. Terzo “scandalo” della giornata.

Abbiamo riflettuto insieme sul fatto che nelle operazioni di voto l’alternanza di chiamata basata sul genere non abbia nulla di sessista, ma impedisce che un elenco rimanga inattivo nel caso la fila veda arrivare qualche esponente dello stesso genere. Non è servito a granchè.

Quest’anno, senza l’Italia ai mondiali di calcio, milioni di allenatori sono disoccupati. Si sono tutti trasformati in esperti scrutatori. Di “scandali”.

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Cristian Maretti

Cristian Maretti è direttore di Legacoop Agroalimentare Nord Italia, ruolo che lo porta a vivere a cavallo tra Forlì, Bologna, Roma e Bruxelles. Su Romagnapost.it scrive di temi legati all'agricoltura e all'Europa, con un occhio particolare a come ci vedono all'estero. 

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