Il terremoto post-elettorale

 

Ieri in tarda serata è stata avvertita in Romagna e nel Forlivese una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 Ritcher. Una sorta di seguito, sicuramente più spaventoso e pericoloso, a quello di natura post-elettorale, che ha portato alla ridefinizione degli equilibri politici in tutta la Romagna.

Dopo lo spoglio dei voti, sembrano infatti essersi rovesciati i rapporti di forza tra i partiti nella regione, che non si può ormai più definire “rossa”. Il Partito Democratico ha infatti registrato un calo di voti incredibile, in particolare nella città di Forlì, dove è passato dal 38,3% delle ultime politiche (2013) al 28,6%: quasi il 10% in meno, un crollo in linea con la tendenza nazionale. All’interno della coalizione di centrosinistra, benino +Europa che ottiene un abbondante 3%. Cade a picco anche Forza Italia (9,8%) a vantaggio della Lega Nord (17,5%), segno dell’ormai passaggio di testimone dal vecchio Berlusconi al giovane Salvini; mai il Carroccio aveva ottenuto un risultato così importante nella città romagnola, e a questo punto presenta una seria candidatura in vista delle amministrative del 2019. Ma a Forlì il dato interessato è quello relativo al Movimento 5 Stelle, che rispetto al 2013 ha ottenuto poco meno di duemila voti in più e che raggiunge il 26,9%: non è avvenuto il sorpasso che in molti avevano pronosticato e rimane il secondo partito in città.

Per quanto riguarda le altre forze politiche a Forlì, modesto il risultato di Liberi e Uguali (4,1%) comunque superiore al risultato nazionale. Cresce lentamente e inesorabilmente anche il consenso per Casa Pound (440 voti contro gli 87 di cinque anni fa) e Forza Nuova (253 contro 193). Dalla parte opposta dello spettro politico, buona la prestazione di Potere al Popolo, che ottiene 516 voti.

La Romagna avrà 11 parlamentari, di cui quattro del Forlivese: Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagna (capolista per la Lega); Carlo Ugo De Girolamo, 32 anni, docente universitario scelto con le “parlamentarie” del M5S; Simona Vietina di Forza Italia; infine Marco di Maio, PD, che ha conquistato il seggio vincendo il collegio uninominale di Forlì-Faenza alla Camera al fotofinish.

Lo scenario in vista delle amministrative in programma per il prossimo anno si fa ora ancora più incerto. Sicuramente si andrà al ballottaggio: bisognerà vedere in tal senso se continuerà la crescita in città della Lega e se il PD proseguirà a perdere consenso, sempre tenendo in considerazione quel M5S che, sull’onda dei successi di questa competizione elettorale, potrebbe inserirsi nella competizione tra centrosinistra e centrodestra.

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