Populismo economico e marxismo industriale

La campagna elettorale non decolla, mi hanno tolto i sondaggi clandestini ed allora ho cercato di figurarmi il mio candidato ideale

Stanno proprio facendo di tutto per non farmi piacere questa campagna elettorale. Adesso hanno tolto anche i sondaggi clandestini.  Non che fossero il Vangelo, ma mi divertivo a seguire il comportamento di Igor Brik, Fan Faròn, Varenne e Groon De Bootz. Con tutti i problemi che ci sono in Italia, se la dovevano prendere proprio con questi sondaggi? Uffa.

Siccome la scimmia non passava, ho provato  a vedere cosa mi offriva Facebook. Ho trovato uno Zuccatelli (Leu) scatenato contro i 5Stelle che, con i loro, avevano coperto il suo manifesto sulla plancia elettorale. Ero certo che per qualche giorno (almeno un paio) ci si sarebbe divertiti. La notizia c’era tutta. Invece niente. Poco dopo sono arrivate le scuse di Natascia Guiduzzi. La leader maxima dei pentastellati cesenati si è cosparsa il capo di cenere ed ha detto che avevano sbagliato gli attacchini dei 5Stelle.

Ed allora mi sono spostato sulla pagina di Marco Casali. L’esponente azzurro è in tranche agonistica. È divertente quando “sponsorizza” candidati di di sinistra che possono drenare voti al Pd. Mi è piaciuto meno quando infierisce sul flop della manifestazione di una lista che altro non è che una delle tantissime espressioni del comunismo.

 

Siccome non era possibile disintossicarmi col calcio (meglio pensare alle elezioni che al Cesena visto sabato) mi sono buttato sul fronte nazionale. Non che mi aspettassi granché. Fra promesse, liste dei ministri e giuramenti vari, la notizia che più mi ha attirato è quella data da La Stampa. Secondo il quotidiano torinese Di Maio punterebbe a fare la grande coalizione (sottoscrivendo un contratto) con Leu, Bonino e il Pd derenzizzato. Non so se sarà possibile. Ma ho provato a immaginare, nel caso succedesse, la ricaduta locale. Va da se che ci dovrebbe essere un avvicinamento fra piddini e pentastellati. E mi sono immaginato Paolo Lucchi e Matteo Marchi che flirtano (politicamente, per carità) con Natascia Guiduzzi. Sarebbe anche probabile che sindaco e segretario del partito rischierebbero di rovinare la lunga e consolidata amicizia per riuscire ad essere il  preferito. E per farlo di sicuro sarebbero anche pronti a difendere la zarina da quei cattivoni che vogliono rubarle lo scettro.

Ma, anche in questo caso, ho capito che non ci sarebbe stata molta trippa per gatti, ed allora ho cercato di pensare ad alcune di quelle che dovrebbero essere le caratteristiche del mio candidato ideale.

 

Nei blog specializzati leggo che al popolo piace il leader con un temperamento forte e ruvido. Non mi iscrivo a questa scuola di pensiero. Io lo preferisco dialogante, determinato e disponibile.

La cifra del suo agire politico potrebbe essere una sorta di “populismo economico”, cioè civile, che agogna una società ideale dove l’economia è il motore dello sviluppo. Un’economia spinta da aziende e industrie, ma anche da appalti pubblici. Il tutto in un  sistema però dove non ci sono solo i capitalisti e i capitani d’industria, ma anche i poveri operai. Quindi il mio politico ideale dovrebbe adeguarsi ad una sorta di marxismo industriale, fatto di grande interesse per aziende e industrie, ma anche per i lavoratori e per le loro vicende. Aspetto primario soprattutto in un momento in cui delocalizzazioni e industria 4.0 sono temi sempre più centrali.

 

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Davide Buratti

Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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