La voglia di non andare a votare

Campagna elettorale pessima e al peggio non c'è fine. Per bon aumentare la disaffezione l'unica cosa è non seguirla più

A votare ci andrò. Non rinuncerò mai a questo mio diritto. Ma la voglia di stare a casa è tanta. Veramente tanta. E ogni giorno cresce. Arrivati a questo punto, io credo, che per non aumentare la disaffezione la cosa migliore da fare sia non seguire più questa campagna elettorale che definirla assurda o inverosimile è un complimento.

 

L’ultima chicca è l’uscita di Berlusconi. Ha detto che il centrodestra potrebbe rivolgersi ai 5Stelle epurati. Quelli che, si sa già, andranno nel gruppo misto. Chiariamo: l’Italia è una repubblica parlamentare e non c’è vincolo di mandato. Quindi le maggioranze si formano in aula. I cambi di schieramento ci sono sempre stati e sempre ci saranno, fino a quando le regole non cambieranno.

 

La cosa assurda è vedere che il reclutamento è partito dieci e passa giorni prima del voto. Berlusconi comunque è in buona compagnia: anche Di Maio ha più volte detto che avrebbe fatto un appello ai parlamentari degli altri partiti per chiedere di votare la fiducia al suo governo.

 

Non che il centrosinistra stia meglio. Renzi dice che non farà mai l’accordo che Berlusconi, ma mi sembra la storia della volpe e dell’uva. Intanto i suoi alleati sponsorizzano Gentiloni, ma due formazioni (Civica Popolare e Più Europa) non escludono a priori un’alleanza con Forza Italia.

 

E che dire di Liberi di Liberi e Uguali. Non si è ancora capito se sarebbero pronti a fare l’accordo coi 5Stelle. L’ultimo Bersani lo esclude. Ma l’impressione è che lo faccia anche e soprattutto perché ha capito che non ci sarebbero i numeri per governare.

Insomma: cambiano i fattori, ma il prodotto è lo stesso. E viene da chiedersi: siamo su  scherzi a parte?

 

Purtroppo no. Stiamo assistendo a un campagna elettorale pessima. Alla peggiore di sempre. La speranza era che migliorasse nelle ultime due settimane. Quelle da sempre ritenute le più importanti. Invece stiamo assistendo all’effetto contrario. Invece di parlare di cosa fare per l’Italia, assistiamo a calcoli matematici.

 

Una situazione ingiustificabile sempre e comunque, ma sulla quale si potrebbe in qualche modo soprassedere se il sistema paese godesse di buona salute. Invece è sotto gli occhi di tutti che le cose non sono così. Servirebbero interventi strutturali e di  peso. Decisioni che potrebbero essere presi solo da una maggioranza coesa e numericamente forte. Invece rischiamo di avere una maggioranza risicata e appicicaticcia. Mi pare di capire che ci sarà un’altra (l’ennesima) abbuffata di voti di fiducia. Spero di sbagliare.

 

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Davide Buratti

Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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