Investire in cultura

La proposta di Anna Strippoli, Potere al Popolo

Investire in cultura, è la proposta di Anna Strippoli, Potere al Popolo. Questo il documento.

Investire in cultura, creare cultura.
E Invece gli ultimi governi in cultura hanno investito ben poco, appena lo 0,7% del PIL, e soprattutto male.
Per noi la cultura é un bene pubblico, un diritto fondamentale e inalienabile, come lo è garantire un reale pluralismo e una reale indipendenza della produzione e dell’offerta di cultura. Anche su questo oggi si misurano le disuguaglianze, “non solo tra chi ha e chi non ha, ma anche tra chi sa e chi non sa.”!

 


Per questo fondamentale far crescere l’investimento nella cultura, con leggi che garantiscano risorse pubbliche certe, a  sostegno della produzione culturale. Con una riforma di tutte le istituzioni culturali pubbliche, la cui gestione deve essere affidata alle forze sociali, culturali e professionali del settore.

 


Investire per realizzare e costruire nei quartieri delle nostre città una rete di spazi pubblici della cultura (luoghi di incontro, di partecipazione, di fruizione culturale, di produzione, sperimentazione e formazione), perché la cultura è davvero “potere”.
Fondamentate parlare di risorse, di spazi, ma anche di diritti dei lavoratori della cultura, fermando i processi di precarizzazione e le “esternalizzazioni” (tanto di moda a Cesena) della cultura.


Il nostro territorio ha bisogno di investire in cultura, arte, storia. Di recuperare il tempo perduto in troppi anni di immobilismo. Un territorio con una grande vocazione turistica, con il suo patrimonio enogastronomico, con i suoi paesaggi, le sue coste, dovrebbe pretendere cultura e spazi per la cultura. E tornare a fare cultura!

 


A Cesena la mancanza di un “museo cittadino” é incomprensibile. Irritante la strategia, confusa e pasticciata sulla grande Biblioteca Malatestiana, Memoria del Mondo UNESCO, che avrebbe bisogno come il pane di un “Direttore”. La “storia Malatestiana” della città ridotta al lumicino: con i ritardi sul bando per l’assegnare degli spazi della Rocca, dello Sferisterio, del Parco della Rimembranza, dei rifugi antiaerei, che sono comunque una “formula” che ci preoccupa e ci piace poco.

 

E poi investire sul turismo giovane, totalmente assente, una politica per recuperare spazi nelle nostre città,  da destinare ad ostelli per il turismo giovane. A Cesena da tempo abbiamo proposto di realizzarlo nell’ex mulino di Serravalle, sarebbe una risposta straordinaria, purtroppo manca la volontà di chi governa.



Fondamentale prendersi cura e valorizzare la nostra costa, la pianura, la collina, di tutto quello che di bello e di buono racchiudono. Con la messa in sicurezza e la salvaguardia preventiva dei territori, la tutela del paesaggio, del patrimonio storico e architettonico. Con una programmazione, pianificazione e gestione partecipata e trasparente, alternativa al business dell’emergenza ambientale. Noi a tutto questo non possiamo rinunciare.

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Davide Buratti

Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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