Educhiamo i parlamentari

Sommersi come siamo da cattive notizie, pessimi esempi e fallimenti, diventa sempre più importante scovare le storie edificanti. Come quella della cooperativa agricola Valdibella, nell’entroterra palermitano. Perché proprio questa realtà, fra tante comunque valide? Per cominciare, l’esperienza nasce nel 1988, dunque è più che consolidata. Poi per la scelta del biologico, che li pone fra i pionieri di un mondo che è cresciuto tanto e  che all’epoca da qualcuno era visto persino con sospetto. Poi Valdibella è interessante perché nel 2004 ha aderito al progetto antimafia Addiopizzo, il movimento di protesta contro il racket delle estorsioni. La scelta della legalità è un punto saliente di questa cooperativa che ha ampliato nel tempo il raggio d’azione e ora produce olio d’oliva, pasta, mandorle e vini. La trasformazione dei prodotti – dalle mandorle per esempio si ricava un latte assai pregiato – permette un valore aggiunto, che consente una sostenibilità economica dell’intera azienda.


Le imprese come Valdibella hanno portato e portano benessere in una zona, la Sicilia occidentale, che di solito finisce agli onori delle cronache per vicende tristi o drammatiche.
Quando si leggono le storie di queste aziende, che spesso hanno scelto la forma cooperativa, balza agli occhi il tratto comune: l’andare controcorrente, prendere decisioni coraggiose. Purtroppo l’accoppiata Globalizzazione & Mercato non favorisce le scelte responsabili, l’ambiente, il rispetto per la natura e i dipendenti. Il corso principale va in tutt’altra direzione: sfruttamento, esaurimento delle risorse, centralità della finanza e marginalità  del lavoro.
Una minuscola proposta che guarda caso nessun partito propone, è invitare i parlamentari a visitare (oggi si chiamano educational tour) queste piccole-medie realtà che funzionano. Scoprirebbero che oltre le veline delle multinazionali, sempre prodighe di marketing, c’è qualcos’altro. Più vicino alle persone.

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