La grande sfida del Boabay per innovare il turismo romagnolo

«Noi siamo innamorati del nostro lavoro. Non ci si può fermare, se un’impresa si ferma muore. Investiamo perché crediamo che occorra fare innovazione e continuare ad andare avanti». Mauro Vanni, presidente della cooperativa Bagnini Rimini Sud, è anche uno dei promotori del gruppo di titolari di 14 zone spiaggia centrali di Rimini che hanno installato il Boabay, un grande parco acquatico galleggiante, inaugurato a inizio luglio di fronte ai bagni 47-62. Nemmeno una settimana dopo, il 15 luglio, una mareggiata di proporzioni inattese ha messo al tappeto la struttura, riportandola a riva.

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In dieci giorni, dopo essersi rimboccati le maniche e avere lavorato senza sosta, i battenti dell’attrazione marina hanno riaperto. Composta da gonfiabili modulari come scivoli, tunnel, rampe inclinate, piattaforme e molto altro, il Boabay è nato con l’idea di rimettere al centro il mare di Rimini e il divertimento sano all’aria aperta, ampliando l’offerta del turismo estivo della Riviera Romagnola e dei suoi parchi di divertimento.
«Boabay è un investimento notevolissimo, che si inserisce in una precisa logica: dare il segnale che Rimini, la Romagna e l’Italia vogliono andare avanti e tenere testa ai nostri competitor all’estero», commenta Vanni. Il pubblico ha risposto molto positivamente, ora occorre che anche la legge dia certezze a chi investe».

Il riferimento è al riordino della normativa sul demanio marittimo, dopo che la recente sentenza della Corte di giustizia europea ha bocciato la proroga delle concessioni fino al 2020 e richiamato la necessità di ricorrere alle aste per le assegnazioni.
Sulla vicenda era intervenuta anche Legacoop Romagna, che a nome delle 14 cooperative che operano sul litorale da Ravenna a Rimini aveva chiesto alle istituzioni una soluzione urgente che riconosca «la professionalità dei gestori, il valore delle imprese e la capacità di aggregazione dell’offerta».
«Sono fiducioso che nonostante le difficoltà e le incertezze – dice Vanni – il futuro della categoria si risolverà. Occorreranno investimenti e impegno non indifferenti, ma confido che rimarremo a fare il nostro mestiere. L’incertezza più grande resta l’attesa della legge di riordino del settore: dopo 10 anni ancora non vediamo soluzioni che diano sicurezza agli investimenti. La legge delega è utile a coprire il vuoto normativo dopo la sentenza europea, ma serve una legge che risolva definitivamente il problema».
I bagnini del Boabay dimostrano intanto con i fatti di credere nel proprio lavoro. Nel 2015 si sono uniti creando un network unico in grado di offrire ai turisti innumerevoli servizi, dai campi di beach games alle aree gioco per i bambini, palestre attrezzate, zone benessere, noleggio natanti. Ora la sfida di Boabay, che vede già sorgere iniziative analoghe come AmareA, aperto il 20 luglio a Miramare su iniziativa dei bagni 133, 134, 142, 143 e 144 che hanno costituito un’apposita società.
«Abbiamo voluto Boabay fortemente e crediamo possa davvero fare la differenza in quanto ad originalità, indotto lavorativo e qualità della proposta turistica», conclude Vanni. «Soprattutto siamo davvero felici di riportare finalmente l’attenzione sul mare, che può offrire tanto al nostro territorio. Un dovuto ringraziamento va all’amministrazione di Rimini e alla Soprintendenza per averci sostenuto sin dall’inizio. La forza di volontà dei bagnini riminesi non teme rivali».
a cura di Giorgia Gianni

dal n.7/8-2016 della Romagna Cooperativa

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Fucina 798

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