«Parli come fosse roba tua?!?»

mani-insieme

Sembra impossibile, ma è così: in cooperativa si parte tutti uguali e ci si dà “una mano”.

Marina Romea, estate 2003: così in spiaggia mi apostrofò un caro amico con il quale parlavo, insieme ad altri, di lavoro. Ed io prontamente replicai: “Certo che è roba mia… sono socio della cooperativa!”.
Lui voleva provocarmi, ma invece credo fece il miglior complimento che un cooperatore possa ricevere. Proseguì a lungo il nostro dibattito, lui che tentava di smontare tutto ed io che gli spiegavo come fossero naturali i principi fondamentali della Cooperazione.
Ogni tanto ci torniamo sull’ argomento ed io lo metto in guardia: “Stai attento che chi disprezza compra…” È un caro amico, e gli auguro di cuore, un giorno, di comprare.

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Michele Baggiarini

Michele Baggiarini

Nato e cresciuto a Ravenna, consegue al Ginanni il diploma di ragioneria; dopo alcune esperienze in aziende private approda nel mondo cooperativo nel 1999, presso Deco Industrie. Nella divisione chimica del gruppo si occupa di produzione e della programmazione della stessa. Appassionato delle dinamiche sociali, fa parte del Cda dell’ azienda e dal 2011 ne è Vice Presidente. 

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  5 comments for “«Parli come fosse roba tua?!?»

  1. Paolo Rosetti
    Paolo Rosetti
    10 Luglio 2015 at 13:48

    Il concetto mutualistico che è radicato all’interno di qualsiasi movimento di tipo cooperativo, ultimamente sembra non essere chiaro a tutti. Il concetto espresso nel tuo post ne è l’emblema: ciò che è mio è anche tuo, nel bene e nel male. Si lotta per preservare il bene comune a tutti i costi. Oggigiorno, purtroppo molti non condividono questo tipo di ideali, giustificati spesso erroneamente dal fatto che i tempi moderni non concedono spazio agli ideali. Ideali che, andando non troppo indietro nella storia, hanno reso grande il cooperativismo in Romagna; ideali che sarebbe opportuno riconsiderare.

  2. 17 Luglio 2015 at 21:30

    Michele, nell’apparente semplicità di questo scambio che riporti, hai colto uno dei punti chiave del dibattito più o meno pubblico che c’è intorno all’impresa cooperativa. La gente fatica a credere che ci siano persone disposte a considerare come ‘propria’ un’azienda di cui hanno il possesso temporaneo in qualità di soci. Questo nodo, che non esiterei a definire ‘filosofico’, va spiegato a tutti: esterni, dirigenti, istituzioni, soci meno ‘partecipativi’, sindacati…

  3. Chiara Cesarini
    19 Luglio 2015 at 23:11

    oggi è sempre più difficile trovare persone che aderiscano e abbraccino un progetto comune che si chiama lavorare insieme. Molto più semplice farsi le proprie 8 ore e non avere altri problemi. Un cooperatore vive in prima linea tutti i problemi dell’azienda proprio perchè è roba sua.

    • Christian Contini
      23 Luglio 2015 at 15:30

      A volte i principi dello stare insieme per lavorare e cioè i principi cooperativi sono talmente sottointesi o dati per scontati che non vengono mai ricordati e il risultato è una progressiva perdita di memoria degli stessi, col pericolo di annacquare o perdere la peculiarità delle nostre aziende cooperative e del nostro stare insieme per fare business e prosperare attraverso esse.

      E’ colpa anche di noi senior cooperatori che non facciamo nulla per rinverdire i principi!!!!

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