Renzo, ma chi te l’ha fatto fare?

Renzo, ma chi te lo ha fatto fare? Conosco Renzo Piraccini da molti anni e lo considero un manager serio, esperto e preparato. In particolare dotato di una grande visione di prospettiva. Non si né mai limitato di gestire l’esistente, ma ha sempre guardato al futuro puntando sull’innovazione e cercando soluzioni che potevano sembrare azzardate. Non avesse fatto così Apofruit non sarebbe diventato quel colosso che è. Non ha mai avuto paura di fare scelte coraggiose. Ricordo quello che disse qualche anno fa, quando la grande crisi era ancora agli albori e per tutti l’imperativo era aumentare il lavorato.

Renzo-Piraccini

Lui pensò ad un’altra strada. “D’ora in avanti – puntualizzò – è inutile continuare a crescere il prodotto ritirato, dobbiamo puntare sulla qualità. Solo con prodotti di marca potremo conquistare nuove fette di mercato e garantire ritorni migliori ai nostri produttori”.

Adesso invece è finito nel tritacarne per la vicenda Macfrut. Viene visto come il liquidatore, mentre è stato chiamato al capezzale della più importante fiera cesenate. Lo ha fatto con spirito di servizio. Non certo per soldi e nemmeno per potere. Lui che, nonostante le ricche proposte ricevute, non si è mai voluto allontanare da Cesena, adesso poteva vivere in modo molto più tranquillo questa nuova parte della sua vita lavorativa.

Invece si è andato a complicare la vita accettando di guidare la Fiera e, soprattutto, di sedersi al capezzale di Macfrut che, detto in modo chiaro, non è una fiera che gode di ottima salute. Una manifestazione che ogni anno perde gli espositori più importanti e che è costretta a regalare o quasi il 20 per cento dei suoi spazi espositivi è in difficoltà. E con l’arrivo di due competitor di altissimo livello è reale il rischio di fare la fine della fiera Avicola di Forlì.

Questa, va detto, nel mondo dell’agroindustria è una chiave di letttura che da tempo danno buona parte dei principali protagonisti. Non a caso quando si trattava per un trasferimento a Rimini nessuno si stracciava la vesti, compreso Domenico Scarpellini, allora presidente della Fiera.

Tra chi riteneva che, restando a Cesena, Macfrut sarebbe stato a rischio, c’era Renzo Piraccini. Questo chiarimento è necessario per fare chiarezza sulla posizione dell’attuale presidente della fiera. Piraccini non era alla ricerca di una carica e non è un uomo per tutte le stagioni. Se ha accettato l’incarico è perché credeva in quel progetto. Affermare il contrario è offensivo nei confronti dell’uomo e della sua storia manageriale e non fa onore a chi lo sostiene.

Per contro Piraccini ha mostrato di avere le idee molto chiare sul futuro di Macfrut. L’idea di valorizzare, fra l’altro, frutta secca e vivaismo (due nostre eccellenze) dimostra che chi guida la fiera è un fine conoscitore del mondo dell’agroindustria.

Resta il dibattito sul traferimento di Macfrut. Puntualizzato che Piraccini non avrebbe guidato una kermesse che sarebbe rimasta a Cesena, ognuno è libero (nel rispetto delle opinioni altrui) di pensarla come vuole. Io non mi straccio le vesti per la dipartita in quanto concordo con Piraccini che restando a Cesena la fiera non avrebbe un grosso futuro. Ancora qualche edizione la reggerebbe, ma il declino sarebbe veloce. Il problema non è logistico o non è soprattutto logistico, ma di offerta complessiva. Da solo Macfrut è sempre meno appetibile. Va inserito in un pacchetto. Non a caso Bologna lo affiancherebbe a Sana e Rimini al Sigep e a Gelato World Tour. Da questo punto di vista è forse meglio Bologna, per il “gemellaggio” con Sana, anche se il Sigep riminese sarebbe una bella vetrina.

La dipartita però per Cesena creerebbe un inevitabile problema per l’indotto (ci sarebbe lo stesso se la fiera peredesse il suo fascino). Servono soluzioni alternative che dovevano essere preparate nel recentissimo passato. Comune e fiera hanno avuto almeno due anni per studiarle. Invece non è stato fatto niente. E’ questa la debolezza dell’attuale proposta. Se fosse stata presentata un’offerta completa i distinguo sarebbero diminuiti in maniera considerevole.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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