Paolo Lucchi: carta bianca, ma non solo – di Davide Buratti

Paolo Lucchi, sindaco di Cesena, non è un renziano della prima ora. Anzi, era un bersaniano doc. Anche per questo si è speso moltissimo nelle primarie che portarono alla vittoria di Bersani. Poi il cambio. Sopratutto perché ha ritenuto che quello (Renzi) che avversava fosse diventata l’unica ancora di salvezza per il Pd. E, forse anche con un occhio alle imminenti amministrative, il sindaco di Cesena diventò renziano.

paololucchi

Favorito, forse, anche dal fatto che Bonacini era diventato uno degli uomini più vicini all’allora sindaco di Firenze. E fra Lucchi e Bonacini c’è una profonda amicizia, nata fin da quando sedevano in consiglio regionale.

Quello che ha lasciato perplessi sono stati i tempi dell’annuncio. Lucchi si dichiarò renziano il giorno in cui si votava per le primarie che incoronarono Matteo Renzi a governatore del Pd. Che sarebbe andata così era chiaro. Restava da capire solo la dimensione del successo. Quindi Renzi non aveva bisogno del supporto di truppe camellate. Comunque Renzi e Lucchi, nonostante fossero su posizioni opposte, sono sempre apparsi molti simili. Entrambi hanno un forte culto della personalità e una spiccata volontà accentratrice. Entrambi, inoltre, sono populisti, nel senso migliore del termine. Hanno capito (prima di molti altri) che nella politica moderma è sempre più necessario il contatto con le persone per riequilibrare quella rendita di posizione che si sta progressivamente riducendo.

Entrambi, poi, hanno ritenuto che si debbano superare quelle liturgie che fanno parte di quella che per molti è la vecchia politica. Stiamo parlando della concertazione. In questa direzione Lucchi si è mosso fin dall’inizio del suo mandato con “Carta bianca”, iniziativa che invitava i residenti (mettendoli a confronto con la giunta) a sollevare critiche e a formulare proposte sui temi caldi della città. Nel corso degli anni si è parlato, tra l’altro, di mobilità e urbanistica.

Adesso l’accelerazione. Nel corso del discorso di insediamento fatto durante il primo Consiglio comunale, Paolo Lucchi ha detto che quello sarà il metodo di confronto applicato a Cesena. E’ chiaro che vuole cercare di rottamare il sistema imperniato nel confronto con sindacati e associazioni di categoria. Per alcuni è democrazia diretta. Una risposta al metodo del web tanto caro a Grillo. E’ comunque indubbio che si tratti di una rivoluzione che forse non piacerà a quelli che erano i tradizionali interlocutori dell’amministrazione comunale.

Anche “Carta bianca”, come tutti i sistemi innovativi, ha però pregi e difetti. Quindi va guardata con interesse, ma non va considerata la panacea di tutti mali. E’ vero che si tratta di democrazia diretta, ma è altrettanto vero che ancora è poco partecipata. La colpa non è dell’amministrazione comunale. Le iniziative sono promozionate in maniera adeguata, ma le presenze sono, tutto sommato, limitate. Questo dimostra che spesso le persone denunciano un deficit di democrazia, ma poi quando hanno la possibilità di essere protagonisti non la utilizzano. E’ un po’ quello che succede nei Quartieri, eccezionale strumento democratico, ma che ha una partecipazione ai minimi termini.

C’è poi il rapporto con le parti sociali. Rottamarlo pare troppo. Va rivisto. E’ vero che in questi anni qualcuno ne ha approfittato. Però relegare le parti sociali ad un intervento contingentato (otto minuti) sembra obiettivamente esagerato. Sindacati e associazioni di categoria sono pur sembra i portavoce di migliaia di associati dei quali, si ritiene, facciano una sintesi delle loro istanze. Quindi con loro un tavolo di confronto dovrebbe sempre rimanere aperto soprattutto sui grandi temi. Poi si potrà discutere sui contenuti. Si deve parlare di idee, di proposte e di progetti per la città. Non deve essere il posto dove far politica. Se qualcuno, invece, ha quella idea deve scegliere un altro consesso e passare per una competizione elettorale.

DAVIDE BURATTI

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Davide Buratti

Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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