Spirito europeo, se ci sei batti un colpo

Il 20 dicembre scorso ha chiuso i battenti nel generale disinteresse il sito internet Presseurop.eu.

Immagine di Beppe Giacobbe

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Nato nel 2009 su impulso della Commissione europea per sostenere la creazione di un forum pubblico sulle tematiche europee, il sito raccoglieva una quantità enorme e allo stesso tempo preziosa di informazioni, articoli, riflessioni e interventi da tutti i mezzi di comunicazione dell’Unione. Un embrione di giornale paneuropeo e anche una piazza virtuale che consentiva a tutti i cittadini di commentare nella propria lingua gli articoli inseriti.
Finanziato dall’Unione europea, ma realizzato e gestito da una struttura giornalistica indipendente, Presseurop si è affermato rapidamente come punto di riferimento per la discussione pubblica sugli scenari continentali, non solo nel pubblico degli addetti ai lavori ma soprattutto tra i lettori comuni, che evidentemente hanno ancora bisogno di una guida e di corrette chiavi di lettura (e magari anche di traduzioni…) nel mare magnum del web.
Poi, come detto, è arrivato il taglio dei finanziamenti.
La crisi si è fatta sentire anche qui.
Sarebbe facile dire che in una burocrazia elefantiaca come quella dell’Unione europea non dovrebbe essere difficile operare tagli e risparmi per mantenere in vita una voce così importante.
Ma la realtà è che la morte di Presseurop risponde principalmente ad un affievolimento dello spirito europeo calato nella vita dei cittadini (è lo stesso fenomeno che vede la compressione dei finanziamenti per il programma Erasmus), nel nome di un astratto rigore ragionieristico che è ormai è la bandiera che sventola sul Parlamento di Bruxelles.

Emanuele Chesi (questo articolo è apparso sul n.2/2014 della Romagna Cooperativa)

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