Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco al Teatro Diego Fabbri con IL PICCOLO PRINCIPE

Ultimo appuntamento con la rassegna di Teatro Moderno, proposta dal Comunale “Diego Fabbri” di Forlì per la Stagione 2012/2013. A chiudere il sipario saranno Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, protagonisti di un classico senza tempo: Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Sipario domenica 3 marzo alle ore 21.

L’occasione di confrontarsi una nuova volta con quello che Gifuni definisce “un mistero indecifrabile”. “Questa favola l’ho scoperta da adulto e subito mi ha spiazzato – racconta l’attore -. Ho avuto l’impressione di trovarmi davanti a qualcosa di molto oscuro, profondamente dissonante. Un testo in codice che nasconde qualcos’altro, sempre imprendibile. Per superare questa sorta di disagio provo a giocare con le voci, attribuendo a ciascun carattere quelle di amici e colleghi che conosco bene, da Orazio Costa a Filippo Gili, al regista Theo Terzopoulos…”.
“Per me, invece – aggiunge Bergamasco -, il primo incontro è stato nell’adolescenza. Se allora il tratto che più mi colpiva era la malinconia, oggi è la sua apertura alla vita, nonostante il finale parli di un bambino che se ne va, che si dilegua nel cielo… Il Piccolo Principe non è più là, ma resta nei nostri cuori”. Tra le ragioni di tanto e inossidabile fascino, i bagliori di certe piccole frasi diventate veri haiku di saggezza. “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. “Il paese delle lacrime è così misterioso”. “È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”. “Nella sua dimensione profonda, Il Piccolo Principe è una parabola sulla crescita che pone in forma simbolica le grandi domande: il senso della vita e della morte, il valore degli affetti e della memoria – sostiene Lella Ravasi Bellocchio, psicoanalista junghiana -. Una favola per grandi e bambini capace di farsi metafora del ‘materno’, dell’appartenenza e della separazione, dell’unicità di ogni legame, dell’inevitabilità del dolore. Quando il Piccolo Principe dai capelli color del grano se ne andrà, la Volpe piangerà. Vale la pena d’amare se poi sai che tutto questo svanirà? Cosa ci guadagni alla fine? le chiede il bimbo. Ci guadagno, risponde la Volpe, il colore del grano. Perché, al di là del dolore, quel che conta è vivere e amare. Come il Fanciullino pascoliano, Il Piccolo Principe è un monito a mantenere sempre accesa dentro di noi la fiamma dell’infanzia”. Teniamo bene a mente, e nel cuore, questo segreto : l’essenziale è invisibile agli occhi, e con il fiato sospeso, senza aspettarci risposte ma con il desiderio di far risuonare con semplicità e con passione le avventure di un bambino – di un “piccolo principe” dallo sguardo implacabile e trasparente – apriamo il libro e cominciamo a leggerlo preparandoci a un lungo viaggio. (Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni)

Biglietti: da 10 a 18 euro.
Informazioni e prevendite presso Biglietteria del Teatro Diego Fabbri: tel. 0543 712170 oppure 0543 712172.
www.teatrodiegofabbri.it

Commenta con Facebook
Ivan Caroli

Ivan Caroli

Ivan Caroli è responsabile dell'ufficio stampa di Accademia Perduta / Romagna Teatri. Su Romagnapost.it presenta i migliori spettacoli organizzati nel territorio. 

Dialoga con l'autore di questo post