C.A.C. incontra le nuove leve della cooperazione

L’ultimo incontro del 2012 del ciclo di incontri formativi “I Gastronauti” con i giovani cooperatori di Legacoop ha portato in primo piano l’esperienza di una grande cooperativa internazionale che sviluppa quattro quinti del suo fatturato all’estero.

I giovani del movimento cooperativo incontrano Cooperativa Agricola Cesenate. L’ultimo appuntamento a Bertinoro del 2012 del ciclo di incontri dei “Gastronauti” ha visto protagonista alcuni importanti protagonisti del gruppo dirigente e del consiglio di amministrazione della Cooperativa Agricola Cesenate.

Il tavolo Giovani di Legacoop e la dirigenza di CAC con il presidente Giovanni Piersanti

Il tavolo Giovani di Legacoop e la dirigenza di CAC con il presidente Giovanni Piersanti

««L’obiettivo dei Gastronauti – spiega la direttrice di Legacoop Forlì-Cesena, Monica Fantini – è quello di mettere a confronto le nuove leve del Movimento con i gruppi dirigenti delle principali imprese cooperative per creare occasioni di conoscenza e rendere tangibile quello scambio tra generazioni che è uno dei principi chiave dell’economia sociale. Perché Il valore aggiunto dell’impresa cooperativa è un vero e proprio vantaggio competitivo che va compreso e promosso».
C.A.C. è leader mondiale nella moltiplicazione delle sementi, e rappresenta sicuramente uno dei fiori all’occhiello dell’imprenditoria cooperativa e non solo di questo territorio, un’azienda fortemente orientata ai mercati internazionali che produce risultati controcorrente.
C.A.C. infatti sviluppa l’80% del proprio fatturato all’estero, in particolare in Europa, America ed Estremo Oriente, dove hanno sede le multinazionali che affidano alla cooperativa il delicato compito di moltiplicare le varietà che finiscono poi agli agricoltori di mezzo pianeta.
Sono circa duemila le imprese agricole di tutta Italia associate alla cooperativa, che portano in dote, oltre cinquemila ettari di terreni su cui vengono riprodotte le sementi di cavoli, cipolle, cicorie, lattuga, cetriolo, carote, barbabietola e tante altre specie vegetali (tutte rigorosamente “OGM free” e spesso anche biologiche). Il valore consolidato delle attività delle società del gruppo C.A.C., che comprende partecipazioni in società commerciali del settore operanti in Italia e Slovenia, nel 2011 è stato pari a circa 45 milioni di euro.
Costituita il 6 Maggio 1948 a Cesena, C.A.C. è riconosciuta come prima Organizzazione di Produttori Interregionale. Il nucleo più consistente della base sociale è in Emilia-Romagna e Marche, seguite da Puglia, Umbria, Toscana, Lombardia, Veneto, Abruzzo, Molise e Friuli.
«La cooperativa – spiega il presidente Giovanni Piersanti – oggi è grande, ma nacque con uno scopo “umile” e preciso: gestire una trebbia a San Giorgio di Cesena. La svolta ci fu nel 1960 quando una signora francese chiese alla cooperativa se avrebbe potuto moltiplicare il seme del ravanello. Da quel momento nasce una storia».
«La vanità, quando presente nel gruppo dirigente, rischia di portare irrazionalità nelle azioni imprenditoriali e quindi a inefficienze che a lungo andare provocano difficoltà di management e governance», dice il responsabile commerciale Stefano Balestri.
«Il primo punto nella nostra mission aziendale è “dare risposta al cliente”, perché senza il mercato non sussiste la cooperativa e il mercato dipende dal cliente. Quando si va all’estero la prima cosa da chiedersi è: cosa posso dare io al mio cliente? Poi da lì è possibile costruire il piano strategico e commerciale, ma se non si parte dal prodotto e dal mercato non si va da nessuna parte».
Tante le domande da parte dei giovani presenti, che hanno lungamente applaudito gli interventi.

Roberto Cardinale

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